Ricavi in aumento del 12% a oltre 11 miliardi per il gruppo danese. Che mira a crescere ancora negli Stati Uniti e critica la tassa sulla ricchezza proposta dal governo di Copenaghen
I mattoncini Lego resistono alla crisi. Il gruppo danese ha chiuso il 2025 con ricavi per oltre 11 miliardi di euro e profitti da record per circa 2,2 miliardi. Merito dell’aumento delle vendite in tutto il mondo e, soprattutto, in Europa dove il giro d’affari è salito a oltre 5 miliardi.
I mattoncini intelligenti
Nei prossimi anni, però, Lego punta forte sugli Stati Uniti, dove ha aperto una nuova sede a Boston e dove intende inaugurare entro il 2027 una fabbrica in Virginia. Il gruppo si appresta poi a lanciare un «mattoncino intelligente» in grado di interagire con le persone e l’ambiente, generando luci, suoni e movimenti.
Il dividendo per la famiglia
Sulla scorta dell’utile record, Lego distribuirà agli azionisti – la famiglia Kirk Kristiansen (75%) e la Lego Foundation (25%) – un dividendo di oltre un miliardo, di poco inferiore a quelli staccati nel 2025 e nel 2024. La famiglia erede del fondatore di Lego ha un patrimonio stimato in oltre 7 miliardi e, grazie ai risultati dell’azienda di famiglia, ha diversificato gli investimenti, diventando per esempio socio dei parchi a tema Merlin Entertainments (il gruppo di Gardaland).
Il no alla tassa sulla ricchezza
Niels Christiansen, ceo di Lego, ha colto l’occasione della pubblicazione dei conti per schierarsi contro la tassa sulla ricchezza proposta dal governo danese che intende applicare un’imposta dello 0,5% sui patrimoni di valore superiore ai 25 milioni di corone danesi (circa 3,4 milioni di euro). «Una simile misura potrebbe avere un impatto molto duro sulla società nel lungo termine – ha detto Christiansen al Financial Times – comporterebbe una minore creazione di posti di lavoro, meno tasse generate dalle aziende, minore competitività per un ampio spettro di imprese aziende»
10 marzo 2026 ( modifica il 10 marzo 2026 | 19:08)
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