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Francesca Basso, corrispondente da Bruxelles
La Commissione europea ha presentato a Strasburgo il pacchetto Energia, con una strategia di investimento nell’energia pulita: rinnovabili e nucleare
La novità del pacchetto Energia, presentato martedì pomeriggio a Strasburgo dal commissario Dan Jørgensen e dalla vicepresidente esecutiva Teresa Ribera per promuovere gli investimenti nell’energia pulita e rendere l’Unione europea indipendente dalle fonti fossili che non produce, sta nella benedizione al nucleare, nello specifico ai piccoli reattori modulari che Bruxelles vorrebbe già operativi all’inizio del 2030 e sui quali la Commissione metterà 200 milioni di euro in garanzie fino al 2028 per sostenerne la diffusione. Attualmente nell’Ue sono 12 i Paesi (su 27) che usano l’energia nucleare — Francia capofila — ma sta aumentando il numero dei governi che manifestano interesse.
La presidente della Commissione Ursula von der Leyen, intervenendo al mattino a Parigi al Vertice sull’energia nucleare organizzato dal presidente Emmanuel Macron, ha ammesso che è «stato un errore strategico per l’Europa voltare le spalle a una fonte affidabile e conveniente di energia a basse emissioni», ricordando che «mentre nel 1990 un terzo dell’elettricità europea proveniva dal nucleare, oggi si avvicina solo al 15%» e «questa riduzione della quota di nucleare è stata una scelta». Von der Leyen faceva parte del governo Merkel che decise l’addio al nucleare in Germania dopo il disastro di Fukushima, avvenuto il 16 marzo 2011.
La guerra in Iran sta nuovamente mettendo sotto pressione il mercato dell’energia ma il problema, come ha sottolineato von der Leyen, è che «i prezzi dell’elettricità in Europa sono strutturalmente troppo alti». Le misure presentate martedì non hanno l’obiettivo di affrontare l’emergenza. Per sapere come la Commissione intenda intervenire, ha spiegato un funzionario Ue, bisognerà aspettare il Consiglio Energia di lunedì. È probabile che la presidente von der Leyen renda nota nella consueta lettera ai leader prima del Consiglio europeo in programma il 19 e 20 marzo quali sono le opzioni sul tavolo. Martedì nel tardo pomeriggio von der Leyen ha partecipato alla riunione in video-conferenza organizzata da Italia, Germania e Belgio per discutere di semplificazione e di prezzi dell’energia in vista del summit Ue sulla competitività della prossima settimana. Alla riunione non c’era il presidente Emmanuel Macron anche se è stato invitato ma impegnato al summit sul nucleare, né il premier spagnolo Pedro Sánchez che anche questa volta così come in occasione della pre-riunione prima del ritiro nel castello di Alden Biesen non è stato coinvolto.
Jørgensen ha raccomandato agli Stati che ne hanno la possibilità di abbassare le tasse sull’energia, in particolare sull’elettricità, per compensare l’aumento dei prezzi legato alla guerra in Medio Oriente. «Se avete la possibilità di ridurre le tasse sull’energia, in particolare sull’elettricità, il potenziale è enorme», ha detto in conferenza stampa al Parlamento europeo. Poche ore prima, a Bruxelles, il commissario all’Economia Valdis Dombrovskis ha pero messo in guardia gli Stati membri che intendono introdurre misure fiscali davanti ai rincari scatenati dalla guerra contro l’Iran, come consigliato anche dal piano di azione Ue: «È importante che non minino la sostenibilità fiscale e che siano fatte in modo limitato e mirato».
Secondo Jørgensen il taglio delle tasse sull’energia potrebbe portare a una potenziale riduzione della bolletta dei consumatori pari in media a 200 euro all’anno. La Commissione ha calcolato che le tasse e le imposte sull’elettricità rappresentano circa il 25% del prezzo per le famiglie e il 15% del prezzo per le imprese. Per il commissario all’Energia non si tratta dunque di «modificare radicalmente la struttura di fissazione dei prezzi» in Europa, né «la tariffazione del carbonio», il cosiddetto sistema Ets che l’Italia chiede non solo di modificare ma anche di sospendere fino a revisione avvenuta. Anche la vicepresidente Ribera ha difeso il sistema Ets: «Non credo che l’abbattimento del prezzo del carbonio invierà un messaggio positivo a nessuno. Al contrario, potrebbe far deragliare gli sforzi, distrarre chi si muove per primo e compromettere la nostra competitività. Abbiamo un processo di revisione del sistema Ets previsto per quest’anno. Dobbiamo trarne insegnamento, capire cosa è stato più efficace e come possiamo affrontare la situazione. Ma potrebbe essere un errore enorme» eliminare le quote Ets.
La strategia della Commissione, ha riassunto su X, il vicepresidente esecutivo Raffaele Fitto, punta a ridurre la dipendenza dalle importazioni di combustibili fossili; contenere il costo delle bollette, anche attraverso raccomandazioni agli Stati membri per ridurre il peso fiscale sull’energia; aumentare elettrificazione ed efficienza energetica; accelerare lo sviluppo di energie pulite e a basse emissioni; rafforzare le reti elettriche europee; sviluppare tecnologie strategiche come i piccoli reattori modulari nucleari (SMR). Sarà fondamentale il ruolo della Banca europea per gli investimenti, che intende erogare oltre 75 miliardi di euro di finanziamenti nei prossimi tre anni a sostegno degli obiettivi della transizione verso l’energia pulita. In particolare, ha spiegato la Commissione, il gruppo Bei si impegnerà a versare un importo indicativo fino a 500 milioni di euro al Fondo strategico per gli investimenti nelle infrastrutture. Questo fornirà un capitale di riferimento da investire in specifici progetti di infrastrutture energetiche, dando un impulso finanziario agli obiettivi del pacchetto europeo sulle reti.
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10 marzo 2026 ( modifica il 10 marzo 2026 | 19:05)
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