L’azienda di Mountain View lancia in tutto il mondo le nuove funzioni per ottimizzare il lavoro. «Ora si possono affidare all’AI i compiti più impegnativi per potersi concentrare sugli aspetti più creativi o strategici del lavoro»

Che l’intelligenza artificiale cambierà il modo in cui lavoriamo è un assunto. Se ne parla sin da quando i primi chatbot sono diventanti un prodotto commerciale, uno strumento in mano degli utenti comuni così come delle imprese. E se da un lato non mancano le ricerche sull’impatto che i large language model avranno sulle professioni, dall’altro ci sono le iniziative come quella di Google, che punta a ridisegnare il modo in cui ci si approccia al lavoro nella sua quotidianità più reale. Quella che cinque volte a settimana e per circa otto ore al giorno è fatta di informazioni da reucperare, documenti da scrivere, fogli di calcolo da compilare e presentazioni da perfezionare. Per affrontare a tutto questo da oggi Big G presenta globalmente la novità che porta Gemini su Google Workspace, la suite per la produttività che oggi viene utilizzata da 3 miliardi di persone e che conta oltre 11 milioni di clienti.

L’obiettivo: ottimizzare

«Oggi le persone passano il 90% del loro lavoro a rincorrere il tempo, magari per raccogliere informazioni o riassumere documenti anche solo per potere instaurare una conversazione con un cliente», spiega così Yulie Kwon Kim, vicepresidente del prodotto di Google Workspace. «Man mano che andiamo avanti e gli strumenti diventano sempre più automatizzati, potremo dedicare più tempo a parlare con le persone». Un approccio alla rivoluzione AI che rimane, quindi, centrato sull’umano. «Saranno sempre le persone ad avere le idee, non stiamo esternalizzando completamente il pensiero. Quello che trovo entusiasmante è che adesso è possibile affidare all’AI tutti i compiti più impegnativi e che richiedono molto tempo, in modo da potersi concentrare sugli aspetti più creativi o strategici del proprio lavoro».

Le novità di Google Workspace

Dopo avere fatto il primo passo con Gmail — alcune funzionalità di Gemini sono diventate gratuite recentemente per chi usa la casella di posta Google, ma per ora solo in Usa — adesso l’azienda porta le capacità dell’intelligenza artificiale anche su altri strumenti della suite per la produttività: Drive, Documenti, Fogli e Presentazioni sono le protagoniste di quest’ultimo «restyling». 

Ora zero di un progetto: tempo di stendere i punti fondamentali. Spesso, però, il foglio rimane bianco per troppo tempo. Fra appunti, email, documenti da cui prendere spunto per il contenuto e per la forma, rimanere bloccati è una possibilità da tenere in considerazione. La risposta di Google è una serie di funzioni per “sbloccare” il nostro processo creativo e per rendere automatiche certe routine tramite i Documenti. Per esempio, con «Help me create» si potrà chiedere a Gemini di generare una prima bozza (già formattata) per sintetizzare email, conversazioni dalle chat, documenti e anche dal Web. In alternativa, si può chiedere al chatbot di armonizzare i testi rispetto al resto del documento (l’opzione si chiama «Co-editing»), riutilizzare il formato di altri documenti con un solo clic («Match doc format») o chiedere al chatbot di adeguare un paragrafo allo stile generale del file («Match writing style»). Ma non solo. «Gemini può aiutare anche a recuperare documenti che hai dimenticato di menzionare», spiega Yulie Kwon Kim. «Per esempio si può chiedere all’intelligenza artificiale di usare tre specifici documenti, come si fa già con NotebookLM, e a quel punto Gemini risponderà proponendo altri file che ha recuperato da Google Drive perché sa che potrebbero essere rilevanti».

Google pronta a cambiare il modo in cui lavoriamo: ora Gemini arriva anche su Drive, Documenti, Fogli e Presentazioni

Anche Presentazioni cambia aspetto e integra Gemini in modo da rendere più semplice la creazione di nuovi file. Da un lato, aiutando l’utente-professionista a modificare slide già esistenti per assicurarsi che lo stile sia uniformato in tutte le pagine, dall’altro proprio per creare da zero nuove presentazioni — e non solo per quanto riguarda lo stile, ma anche generando nuovo contenuto sulla base di documenti e conversazioni preesistenti — con un semplice prompt testuale. 

Anche per Drive sono arrivate le novità a suon di intelligenza artificiale. L’idea è quella di risolvere un problema comune: aiutare a ritrovare documenti perduti di cui non ricordiamo né il nome né dettagli salienti del contenuto, ma di cui abbiamo un vago ricordo. Per questo motivo, esprimersi in linguaggio naturale — così come facciamo a casa, quando abbiamo perso un oggetto e chiediamo timidamente al partner di aiutarci a ritrovarlo —, la ricerca dei file diventa più semplice. Sul deposito in cloude saranno integrati AI Overview — lo stesso che troviamo oggi nelle risposte sul motore di ricerca Google — per aiutare l’utente con un riassunto dei risultati, oppure con «Ask Gemini», un modo per interrogare in un botta e risposta il chatbot.

L’ultima novità riguarda il mondo complesso e intricato dei fogli di calcolo. Qui, sullo strumento Fogli di Workspace, Gemini può aiutare non solo a riempire le singole celle del documento (è il lungo e doloroso processo chiamato «data entry» o immissione dei dati) grazie alla funzionalità che permette di recuperare informazioni da altri file o conversazioni salvati su Gmail o su Drive, ma anche a realizzare interi grafici da zero senza avere competenze specifiche con i fogli di calcolo. Oppure può aiutare a ottimizzare problemi che normalmente richiederebbero una conoscenza approfondita di complicate formule o modelli. «Per chi non ha competenze di analisi dei dati, operazioni complicate richiederebbero un’eternità e forse neanche avendo a disposizione tutto il tempo del mondo ci riuscirebbe», spiega Yulie Kwon Kim. «Con questa nuova funzionalità basta guardare Gemini mentre lavora in tempo reale sul foglio dopo che noi abbiamo controllato quali fonti sta utilizzando».

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Quando e dove sarà disponibile Gemini per Google Workspace

Per ottimizzare il proprio lavoro con le novità di Google alimentate dall’intelligenza artificiale c’è da mettere le mani al portafoglio. Le nuove funzionalità per Google Workspace, infatti, sono già disponibili globalmente per tutti gli utenti che hanno un abbonamento AI Pro e Ultra, e per le imprese che sono clienti di Gemini Alpha. Inoltre, è necessario che il proprio profilo abbia come lingua di default l’inglese (americano). Per cambiare la lingua del proprio profilo Workspace è necessario andare sul proprio account, selezionare il tab delle informazioni personali e da lì si potrà selezionare la lingua di preferenza. Solo le funzionalità legate a Google Drive, invece, saranno disponibili solo negli Stati Uniti.

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10 marzo 2026 ( modifica il 10 marzo 2026 | 16:32)