Iran, Lagarde (Bce): «Faremo il necessario contro l’inflazione»

La presidente della Banca centrale europea Christine Lagarde ha affermato che verrà messe in campo le misure necessarie per tenere sotto controllo l’inflazione durante la guerra in Medio Oriente, che ha già spinto al rialzo i prezzi del petrolio. «Faremo tutto il necessario per mantenere l’inflazione sotto controllo e fare in modo che francesi ed europei non subiscano aumenti dei prezzi come quelli visti nel 2022 e nel 2023», in parte causati dall’invasione russa dell’Ucraina, ha dichiarato Lagarde in un’intervista alle emittenti France 2 e France Inter. 

La presidente ha poi aggiunto che la situazione attuale è «molto diversa» rispetto all’ultima crisi inflazionistica. ​«Nel 2022, quando scoppiò la terribile e ingiusta guerra della Russia contro l’Ucraina, l’inflazione era intorno al 6%. Oggi è al 2% nella zona euro e al 3% in Francia. Ci troviamo in una situazione economica molto più sotto controllo», ha detto la presidente della Bce. «L’inflazione è sotto controllo, la crescita è piuttosto resiliente e oggi la situazione dell’occupazione è più o meno la stessa del 2022», ha aggiunto. Lagarde ha poi evidenziato che lo shock economico legato alle attuali tensioni con l’Iran è diverso da quello seguito allo scoppio della guerra in Ucraina. «Nel 2022, quando arrivò lo choc, il gas russo lo abbiamo perso immediatamente e in modo irreversibile», ha spiegato. Secondo Lagarde, se gli sforzi diplomatici porteranno a una de-escalation del conflitto e alla riapertura delle principali rotte marittime energetiche, «saremo in grado di ristabilire una situazione che non sarà subito esattamente come prima dello scoppio delle ostilità, ma che tornerà rapidamente a tempi più ragionevoli». Lagarde ha infine ricordato il legame diretto tra il greggio e i prezzi dei carburanti: «Quando il prezzo del barile sale aumenta il prezzo alla pompa; quando il prezzo del greggio scende, scende anche il prezzo alla pompa».