Lo chiamavano «Il signore dell’arte». È morto ieri all’età di 88 anni, nel giorno del suo compleanno, Umberto Allemandi, fondatore dell’omonima casa editrice e per oltre 40 anni direttore e anima della prima testata d’arte italiana Il Giornale dell’Arte.

Da Torino al mondo, ha innovato il modo di scrivere di arte incrociando la sua storia con quella dei torinesi Armando Testa prima e Alberto Bolaffi poi, con cui ha inventato dello storico catalogo per l’arte. Negli anni Umberto Allemandi ha incontrato i grandi artisti che hanno segnato un’epoca: da Giorgio de Chirico a Salvador Dalí, da Joan Miró a Man Ray.

Il primo a ricordarlo, ieri sera, è Michele Coppola, attuale presidente della Allemandi Editore, insieme con l’ad Luigi Cerutti: «Siamo profondamente dispiaciuti per la scomparsa di Umberto. Questo primo anno della nuova storia della Allemandi ci ha permesso di passare molto tempo con lui e di rinnovare la sua visione nel nostro lavoro quotidiano. Sentiamo forte la responsabilità di continuare ad innovare nella divulgazione dell’arte e della cultura assicurando solidità, identità e continuità alla casa editrice e a Il Giornale dell’Arte, le sue più grandi intuizioni».

IL RICORDO

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«Colto ed elegante come i suoi libri»

Patrizia Sandretto, collezionista e fondatrice dell’omonima Fondazione, aggiunge: «Umberto Allemandi era un editore colto e un uomo elegante come le pagine dei suoi splendidi libri. Libri limpidi come le copertine color acqua marina che abitano sui ripiani delle librerie delle nostre case». Sandretto racconta un episodio: «Lo ricordo nel suo ufficio trent’anni fa mentre mi mostra il progetto del primo catalogo importante della Fondazione appena nata. Ispirandosi allo stemma di famiglia, aveva disegnato un libro pieno di stelle: da lì viene il logo della Fondazione, una stella luminosa come chi l’ha inventata».

«Figura di riferimento»

A esprimere cordoglio anche Silvio Viale, presidente dell’associazione proprietaria del marchio del Salone del Libro: «Esprimiamo profondo cordoglio per la scomparsa di Umberto Allemandi, editore e figura di riferimento nel panorama culturale torinese, italiano ed europeo. Ci uniamo al dolore della famiglia e di quanti hanno avuto il privilegio di lavorare con lui».

L’avvocato Fulvio Gianaria, ex presidente Fondazione Crt per l’Arte, aggiunge: «Umberto Allemandi è stato un punto di riferimento della vita culturale torinese e dell’intero Paese. Era un uomo colto che sapeva coltivare la sua energia imprenditoriale con grande eleganza».

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«Ha segnato la storia dell’arte»

Frasi di cordoglio arrivano anche dalla politica, dalla Regione al Comune. «Con la morte di Umberto Allemandi Torino e il Piemonte perdono una figura centrale del panorama culturale. Ha segnato la storia dell’arte in Italia e nel mondo», dicono il presidente della Regione Alberto Cirio e l’assessora regionale alla Cultura Marina Chiarelli: «Editore appassionato, ha contribuito a costruire l’idea di arte come componente essenziale da raccontare e divulgare per la crescita della società e del Paese».

Il sindaco di Torino Stefano Lo Russo aggiunge: «Con la scomparsa di Umberto Allemandi Torino perde un protagonista instancabile della vita culturale della città e del Paese. Con grande passione e spirito imprenditoriale ha saputo costruire un pezzo di storia dell’editoria italiana. Ai suoi cari vanno il cordoglio e la vicinanza della Città».