«Per me, come padre, l’enormità di quella tragedia mi colpisce in un modo molto diverso che solo in qualità di collega, quindi penso che l’elaborazione sia ancora in corso», ha dichiarato l’attore ospite della trasmissione Today. Da quando è padre di Juno, una bambina avuta dall’ex compagna Jodie Turner-Smith, insomma, ha ansie diverse, che oggi riguardano anche il rapporto con la morte e che la scomparsa del collega ha acuito. Van Der Beek e Jackson lavorarono insieme giovanissimi sul set di Dawson’s Creek, teen drama in sei stagioni andato in onda dal 1998 al 2003.
A quel periodo, Jackson ha pensato molto dopo la scomparsa del collega. «È stato formativo per noi. E so che entrambi ricordiamo quel periodo con grande affetto», anche se è certo che ciò che James Van Der Beek ha realizzato nella sua vita va decisamente oltre il lavoro. «È diventato quello che una volta chiamavamo semplicemente un “brav’uomo“, un uomo con quel tipo di convinzione, quel tipo di fede che gli ha permesso di affrontare l’impossibile con grazia, un compagno e un marito incredibile». C’è affetto nelle parole di Joshua Jackson, che racconta il collega e amico come «Un vero uomo che si è fatto avanti per la sua famiglia e un padre meraviglioso, gentile, curioso, interessato e devoto. E quindi, se da un lato è meraviglioso e penso che abbia davvero condotto una vita molto bella, dall’altro la tragedia di quella perdita per la sua famiglia è enorme».
Sposato con Kimberly Brook, James Van Der Beek era padre di sei figli: Olivia, nata nel 2010, Joshua, arrivato due anni dopo, Annabel Leah, classe 2014. E poi Emilia, nel 2016, e Gwendolyn, nel 2018. L’ultimo figlio è Jeremiah, nato nell’ottobre 2021 nel ranch di famiglia, in Texas. L”8 marzo, giorno in cui l’attore avrebbe compiuto 48 anni, era stata Emilia a rivolgere un pensiero al padre, con un breve video poi pubblicato dalla madre su Instagram.
«Oggi è il suo compleanno, e la cosa più importante quando si tratta di qualcuno che muore è parlare con lui e sfogarsi», le parole della piccola, che oggi ha 9 anni. «Se ti manca, puoi piangere, puoi parlargli. Parlo con mio padre ogni giorno. Inizio frasi tipo: “Ciao, papà. Mi manchi, ti amo, non smetterò mai di volerti bene”. Gli racconto la mia giornata e come mi sento, gli ho rubato anche il cappello, che ha ancora il suo odore e mi piace tantissimo. So che lui può sentirmi, anche se io non posso sentire lui. So che sta bene, non soffre più, è in cielo, sopra le nuvole, con Dio e il Signore».