“Ho fatto il botox in passato, non lo nego. E ho sempre avuto la fissazione per le occhiaie, ho fatto un’operazione che non è andata bene e mi ha creato delle cicatrici sottocutanee, ho fatto diversi interventi agli occhi per correggerle, per questo sono sparito per un po’”. A parlare così, di recente ospite di Verissimo, è stato Gabriel Garko. 53 anni, uno degli attori più noti in Italia specialmente negli anni intorno al 2005-2010. Un vero sex symbol. 

Il suo aspetto estetico, inutile negarlo, ha avuto un ruolo preponderante e ha sempre destato curiosità. Non è un caso che ancora oggi, nel 2026, se ne parli (lui stesso lo fa). “Non mi riconoscevo più. Non stavo bene, ora sto tornando a piacermi”, ha detto a Silvia Toffanin. Il cambiamento sul suo viso è stato impattante. Complici, come diceva, gli interventi non andati come previsto. 

Oggi ci sono nuovi metodi e l’impressione generale è che ora si cerchi sì un risultato di ringiovanimento ma, al contempo, qualcosa che non lavori troppo sui volumi. Un effetto che, insomma, “c’è ma non si vede”. Come il trattamento di recente effettuato da Elisabetta Canalis (il PRF) va proprio in questa direzione: sangue preso tramite la vena (come un normale prelievo del sangue), poi ‘centrifugato’ e iniettato in viso attraverso punture. Come lei, anche altri volti noti dello spettacolo hanno ammesso di essere ricorsi a qualche ‘ritocco’. Per esempio Ilary Blasi (44 anni), ospite di Francesca Fagnani a Belve, aveva detto di aver un “bel rapporto con la medicina estetica, la seguo dai”, quindi aveva ammesso di essersi rifatta il seno. Nel 2025, poi, le foto dopo il trattamento al viso (senza aghi).

Michelle Hunziker (49 anni), invece, aveva raccontato in un’intervista di non aver mai ceduto al lifting: “Riconosco che ci sono lifting facciali fatti bene e fino a 10 anni fa ero convinta che a 55 o 60 anni magari ai mini lifting sarei ricorsa, perché i filler cambiano i volumi del volto. Oggi, però, ci sono tecnologie incredibili per cui puoi davvero invecchiare bene, con i tuoi volumi”.

Michelle Hunziker nel 2006 e nel 2026 (foto da La Presse)Michelle Hunziker nel 2006 e nel 2026 (foto da La Presse)

A dare qualche interessante chiarimento (e suggerimento) in modo esaustivo è il Dott. Luca Roberto De Santis, laureato in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli Studi di Milano e diplomato in Medicina Estetica presso la Scuola Post Universitaria Agorà di Milano nonché Direttore Sanitario del Centro Medico Meldes (Milano).

Cominciamo proprio dal PRF, cos’è?

“Si tratta di un trattamento ottenuto dal sangue della persona stessa. Dopo un prelievo, il sangue viene lavorato per ricavare una componente ricca di piastrine da iniettare in viso. Si usa per migliorare qualità e luminosità della pelle, sostenere i tessuti e favorire un effetto rigenerativo (ad esempio su contorno occhi, viso, collo). In alcuni casi anche come supporto in percorsi per rinforzare i capelli e ridurne la perdita”.

Elisabetta Canalis un giorno dopo il PRF (foto da Instagram Stories, 2026)Elisabetta Canalis un giorno dopo il PRF (foto da Instagram Stories, 2026)

Rispetto a qualche anno fa, oggi le richieste dei pazienti sono cambiate?

“Sì, molto. Non cercano più ‘il cambiamento’, ma un aspetto più fresco e credibile. Il punto non è fare ‘tanto’, ma con equilibrio e gusto: risultati che si notano come benessere del viso, non come un volto diverso. È un’evoluzione culturale: la medicina estetica è sempre più percepita come cura di sé, longevità e non come trasformazione”.

Le donne restano la maggioranza?

“Sì, ma gli uomini sono in crescita costante”.

E cosa chiedono gli uomini?

“Migliorare lo sguardo stanco, la qualità della pelle, rinfoltire il cuoio capelluto, migliorare il profilo, senza ‘effetto ritocco’”.

Gabriel Garko (2016 e 2026) foto da La Presse e InstagramGabriel Garko (2016 e 2026) foto da La Presse e Instagram

Qual è, secondo la sua esperienza, il trattamento più richiesto?

“Sicuramente la tossina botulinica, che ha un effetto di 4-6 mesi. Poi si può ripetere. Il mondo dei filler è sempre in crescita ma è diminuito il volume richiesto nei risultati prediligendo una medicina estetica gentile ed elegante. Nel mio studio abbiamo sempre lavorato così, rischiando anche di essere stati ‘fuori moda’ in passato”.

Quali metodi si stanno diffondendo di più ultimamente?

“Negli ultimi anni cresce molto la domanda di trattamenti di ‘skin quality’ e protocolli combinati: laser, biostimolazioni (3 sedute all’anno), PRF stesso (3-4 sedute a distanza di un mese, poi 1 ogni 12 mesi) e skin therapy medicale”.

Benefici/costi: cosa consiglia a chi vuole migliorare senza spendere troppo?

“La risposta più onesta è: dipende dal problema. Però, se devo indicare una logica, spesso conviene puntare su una buona skin-care routine (soprattutto protezione solare e attivi specifici) e un trattamento ‘mirato’”.

Qualche esempio?

“La tossina botulinica per lo sguardo stanco o un percorso per la qualità della pelle con laser, peeling (molti sono fotosensibilizzanti, sconsigliati in primavera ed estate) e microneedling”.

Come muoversi per non ‘sprecare soldi’?

“Evitando trattamenti ripetuti a caso o una sola seduta decontestualizzata quando si parla di rigenerazione: meglio una strategia chiara e personalizzata”.

C’è un trattamento che ormai possiamo considerare anacronistico?

“Più che parlare di trattamenti ‘superati’, direi che oggi è superata una certa mentalità: la ricerca dell’effetto immediato a tutti i costi. Procedure fatte senza una vera diagnosi, o con dosi eccessive solo per ‘vedere tanto e subito’, spesso portano a risultati poco armoniosi. Oggi la medicina estetica moderna punta su protocolli personalizzati”.

La tossina botulinica (più comunemente chiamata botox) torna più volte nelle sue risposte. Scopriamo qualcosa di più: è necessario fare delle analisi prima di utilizzarla?

“No, in genere non servono esami del sangue di routine in un paziente sano. È invece fondamentale una valutazione medica accurata: storia clinica, farmaci assunti, eventuali patologie neuromuscolari, gravidanza/allattamento, precedenti reazioni e aspettative realistiche. Per altri trattamenti più complessi, o in presenza di condizioni particolari, gli esami possono essere indicati caso per caso”.

Si può essere allergici alla tossina botulinica o ad altre sostanze?

“Le reazioni allergiche vere alla tossina botulinica sono molto rare. Più spesso possono esserci reazioni a componenti del prodotto o fenomeni irritativi”.

Ilary Blasi (2005 e 2024) foto da Instagram e La PresseIlary Blasi (2005 e 2024) foto da Instagram e La Presse

Si può parlare di prevenzione in medicina estetica?

“Assolutamente sì. Significa intervenire prima che i segni diventino profondi e difficili da correggere. L’obiettivo non è fermare il tempo, ma invecchiare meglio, mantenendo un aspetto sano e coerente”.

C’è un’età ‘giusta’ per iniziare?

“No, o almeno non è uguale per tutti. Di solito si inizia quando compaiono i primi segnali che disturbano: stanchezza dello sguardo, linee di espressione marcate, macchie, perdita di luminosità. Spesso la fase tra fine 20 e 40 è quella in cui la prevenzione e la qualità pelle rendono di più. Dopo, si lavora con protocolli più strutturati”.

Alcuni trattamenti non sono alla portata di tutti e si ‘ripiega’ sulle creme. Ha senso?

“Funzionano, ma bisogna chiarire cosa possono fare: migliorano idratazione, luminosità, texture superficiale, possono aiutare su macchie iniziali e prevenzione. Non sostituiscono però un trattamento medico, quando servono stimoli più profondi (ad esempio per lassità importante o cicatrici) ma sono fedeli alleati per potenziarne i risultati e proseguire il percorso a livello domiciliare”.

Meglio acquistarle in farmacia o in profumeria?

“Conta più la qualità della formula e l’uso corretto che il canale di vendita. In farmacia spesso si trovano prodotti più ‘dermatologici’ e adatti a pelli sensibili o con problematiche. In profumeria puoi trovare ottimi prodotti, ma bisogna farsi consigliare idealmente proprio da un medico estetico formato in materia. Il punto è: una routine deve essere adatta alla tua pelle, non al marketing, ai reel o alle mode”.

Perché alcune costano 20 euro e altre 400? C’è veramente una differenza?

“Può essere reale, ma non sempre coincide con l’efficacia. A fare il prezzo incidono: qualità delle materie prime, stabilità degli attivi, tecnologie di veicolazione, ricerca, packaging e brand”.

Quindi non è vero che ‘più costa più funziona’?

“In linea generale no, ma è vero che una buona formula ben fatta può costare di più. La scelta giusta è quella che la pelle tollera e che dà risultati nel tempo. Perché per vedere i risultati serve testare il prodotto almeno 2 o 3 mesi e non abbandonarlo quasi subito per mancanza di effetto immediato”.

Quali sono gli ingredienti che non possono mancare nella routine?

“Se devo sceglierne tre ‘universali’ direi la protezione solare, i retinoidi e la vitamina c. Ovviamente dipende dalla pelle e dalla tolleranza”.

Le è mai capitato di rifiutare un lavoro?

“Sì, molto spesso. Se non è indicato, se le aspettative non sono realistiche o se si rischia un risultato che non rispetta l’armonia del volto, è corretto dire no o proporre alternative più sicure e coerenti o non eseguire nulla piuttosto”.

Elisabetta Canalis (2014 e 2025) foto da La PresseElisabetta Canalis (2014 e 2025) foto da La Presse

Torniamo agli uomini. Il trapianto dei capelli rientra sempre nella medicina estetica o siamo in un altro ambito?

“È un intervento medico-chirurgico a sé, eseguito da equipe dedicata. Può rientrare in un percorso più ampio di cura dei capelli (diagnosi, prevenzione, terapie di supporto), ma il trapianto in sé è una procedura chirurgica. Nella nostra clinica a Milano per esempio lo eseguiamo con una squadra tecnica apposita visto che per ogni intervento si stimano 8 ore di lavoro”.

Esiste che la medicina estetica in ambito intimo. In cosa consiste?

“È un insieme di trattamenti medici che mirano a migliorare benessere e qualità dei tessuti in area intima, soprattutto dopo gravidanza, cambiamenti ormonali o con l’età. Le richieste più comuni che riceviamo in clinica con il nostro ginecologo riguardano comfort, idratazione, trofismo dei tessuti e, in alcuni casi, anche un miglioramento estetico. Sempre con approccio discreto e medico”.

Per terminare: qual è l’errore più comune che si può commettere quando ci si avvicina alla medicina estetica?

“Pensare che esista ‘il trattamento giusto per tutti’ che se lo ha fatto l’amica, lo devo eseguire anche io. Più in generale seguire mode e offerte senza una valutazione medica. La medicina estetica fatta bene è un percorso, non un ‘colpo’ isolato: diagnosi, obiettivo realistico, scelta delle tecniche e rispetto dei tempi biologici della pelle”. 

Quanto costano in media questi trattamenti? Ogni studio può avere un prezzo differente ma, in linea del tutto generale, ecco le tariffe nazionali e i costi medi a seduta stando a quanto riportato sul sito della SIES – Società Italiana di Medicina e Chirurgia Estetica.

PRF: non è presente un’indicazione di costo, tuttavia sul sito MioDottore.it sono presenti alcuni prezzi, stando ai diversi studi privato. Il prezzo? Circa 300 euro a seduta, ma può lievitare anche di molto.