di
Alessandra Muglia

Il piano elaborato dalla società di consulenza del Cremlino, visionato dal Financial Times, prevede la diffusione online di contenuti ideati in Russia ma rilanciati da influencer ungheresi. Putin ha inviato una task force di spie a Budapest. Il leader dell’opposizione Magyar: «Russi, tornate a casa»

A un mese dal voto in Ungheria, Budapest e dintorni sono invasi da messaggi diffamatori e deepfake che ritraggono il leader dell’opposzione Péter Magyar, davanti a Orbán nei sondaggi, come il «burattino di Bruxelles» che vuole trascinare il Paese in guerra. Si tratta, rivela il Financial Times, di una campagna di disinformazione sostenuta sui social media d Mosca per favorire la rimonta e la rielezione del premier ungherese. 

La campagna sarebbe stata preparata dalla Social Design Agency, la società di consulenza mediatica legata al Cremlino dal 2024 e sottoposta a sanzioni occidentali per l’operazione Doppelgänger, la divulgazione di fake news per alimentare il sentimento anti-ucraino dopo l’invasione russa. A differenza di Doppelgänger, l’azione condotta ora in Ungheria «punta ad apparire locale» con diffusione di contenuti progettati in Russia ma rilanciati da influencer ungheresi. La Social Design Agency, il cui piano è stato visionato dal quotidiano britannico, ha individuato una cinquantina di personalità pro-Orbán e 30 esponenti dell’opposizione per diffondere i suoi contenuti. 



















































I messaggi veicolati da un lato presentano Orbán come un «leader forte con amici globali» a iniziare da Trump, come l’unico candidato in grado di mantenere la sovranità del Paese e di trattare i leader mondiali da pari a pari; e dall’altro screditano Magyar ritraendolo come leader di un’opposizione divisa, incompetente e guidata da un’agenda nascosta. 

La campagna diffamatoria si estende ai leader ucraini e dell’Ue accusati di sprecare il denaro dei contribuenti (un cartellone pubblicitario li raffigura mentre gettano soldi in un water dorato) e anche le vite dei cittadini: in video generati dall’intelligenza artificiale si vedono soldati ungheresi morire sul fronte ucraino. 

Ma questo sarebbe soltanto un assaggio della tempesta di disinformazione in arrivo a ridosso del voto. Ieri Péter Magyar ha accusato il partito al governo di voler lanciare nei prossimi giorni, con l’aiuto dell’intelligence russa, una campagna diffamatoria già collaudata in Moldavia. «L’operazione verrà avviata giovedì. Sono già stati preparati 14 video diffamatori generati dall’AI su un candidato al parlamento di Tisza e sui suoi familiari. I video saranno promossi tramite account falsi per decine di milioni di fiorini», ha denunciato Magyar sui suoi canali social, invitando il primo ministro a «porre immediatamente fine alla frode elettorale pianificata» e a «ordinare agli agenti russi di lasciare l’Ungheria». 

Il riferimento è a quanto denunciato dal quotidiano indipendente VSquare lo scorso fine settimana: tre ufficiali dell’agenzia di intelligence militare russa Gru sarebbero arrivati a Budapest, assegnati all’ambasciata russa. Magyar, che in precedenza aveva evitato di inimicarsi Mosca, ne ha chiesto la rimozione. «Russi, tornate a casa», ha detto riecheggiando la rivolta anti sovietica del 1956. Secondo le fonti, è probabile che gli agenti lavorino per Sergei Kirienko, il potente vice capo dello staff di Putin, che in passato ha diretto campagne simili condotte dalla Social Design Agency in altri Paesi.

11 marzo 2026