Qual è il vero volto di TonyPitony? Tutti ne stanno parlando, il caso ormai è diventato ‘mediatico’ tanto che è intervenuto anche Matteo Salvini (Vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti nel governo Meloni). Non solo. Diversi siti ne parlano, come la popolarissima pagina Trash Italiano e il post originario pubblicato su X – nel momento in cui si scrive – è a ben 2 milioni di visualizzazioni, oltre 9.000 ‘mi piace’ e quasi 300 commenti.
Da dove nasce il caso TonyPitony senza la maschera
Il 9 marzo alle 12:36 un utente (che chiameremo L.) pubblica su X (il vecchio Twitter) lo scatto di un ragazzo e scrive: “Tony Pitony senza maschera, non ringraziatemi”. In poco tempo l’immagine fa il giro del web e diventa virale. I dubbi sul fatto che si tratti proprio di lui, però, ci sono. Per dar credito alla tesi che la foto sia vera e non inventata, L. pubblica nei commenti uno scatto del 5 ottobre 2024 in cui Tony indossa lo stesso identico outfit: maglia bianca girocollo e un giacchetto sportivo bianco, azzurro, viola e nero. Nella fattispecie si tratta di una foto pubblicata da Luca Di Trapani (manager di Tony) in quella data, mentre i due si trovavano in America. Quella foto, di certo, è reale e ancora presente nel post pubblicato da Di Trapani.
Il post su X, si diceva. In poco tempo si sono scatenati i commenti. C’è chi è molto curioso e si è lasciato andare a complimenti estetici: “Che fregno”, “Non è neanche brutto”. In molti, però, hanno più che altro commentato l’immagine biasimando l’idea di pubblicare su un social la foto – o meglio, la presunta foto – di un cantautore che ha sempre deciso consapevolmente di non mostrarsi pubblicamente: “Siete irrispettosi e volete anche gli applausi per questo”, sostiene qualcuno. Altri pareri simili: “Perché non rispettate la privacy della gente? Ora hai ricevuto 4.000 ‘like’, sei contento?”, “Non ti ringraziamo, ci chiediamo per quale ca**o di motivo tu non possa farti gli affari tuoi e rispettare la scelta di qualcuno che non vuole farsi riconoscere. Che tristezza”.
Il dibattito è legittimamente aperto e tuttora in corso. Viene da domandarsi, quindi, se sia lecito o meno pubblicare un’immagine simile. Ammesso, ovviamente, che sia vera. Contattato da Today.it, al momento il manager di TonyPitony non ha risposto ad alcune brevi domande per avere delucidazioni al riguardo. Allo stesso modo, anche L. ha preferito non esporsi. O meglio, contattato il 10 marzo, si è dapprima reso disponibile a un’intervista. Poi, invece, l’11 marzo ha preferito annullarla a seguito degli sviluppi. Su domanda precisa (se tra gli sviluppi ci fosse una denuncia in corso) ha replicato di no. Su X, invece, aveva scritto altro: “Ricevuto denuncia da Tony, ora so anche il suo vero nome”. Ma la tempistica era sospetta, visto che erano passate appena 12 ore dalla foto pubblicata.
Post X su TonyPitony senza maschera
Lo stesso Pitony si è esposto più volte sulla tematica della maschera. Per esempio, ospite di Gianluca Gazzoli a Passa dal BSMT, aveva detto: “La mia famiglia mi sostiene. Questa cosa del segreto? A mio padre non frega nulla, lo dice… invece mamma resiste. Loro sono abituati alla mia follia, per loro non è nulla di nuovo. Niente di più. Chi ha inventato la mia maschera? Non lo so, ma la fabbrica è inglese. Non so se poi ce ne saranno altre. Non so se poi mi svelerò, non voglio dire nulla. Se mi togliessi la maschera si interromperebbe la magia, non sono un bell’uomo”. Quindi aveva precisato: “Voglio mantenere questa tranquillità. La maschera mi protegge dalle rotture di cogl*oni. Quando vado in giro con amici famosi (se ne rendo conto, ndr), io non sopporterei oggi di essere al ristorante ed essere guardato. Non fa per me. Voglio andare al ristorante a mangiare e non a essere chiacchierato.
TonyPitony è un genio incompreso o solo un altro che vuole fatturare?
TonyPitony (vero) con il manager“Non è notizia, ma mero gossip che vìola il diritto”: parla l’Avv. Longobardo, esperto di privacy
Tornando all’aspetto puramente legale, abbiamo intervistato l’Avvocato Davide Longobardo, esperto di protezione dei dati e privacy. “Quando un’artista sceglie l’anonimato come tratto distintivo della sua ‘identity’ professionale, la protezione della sua privacy è rafforzata – spiega l’esperto -. Se l’artista ha fatto dell’anonimato un elemento essenziale della propria sfera privata e professionale, la rivelazione non è una semplice ‘notizia’, bensì la distruzione di un asset fondamentale per la sua personalità”.
Vale per chi ha pubblicato la foto, dunque, ma anche per i giornali che la rilanciano senza pixel: “Il diritto di cronaca? Sì ma se ha una utilità sociale. Nel caso di specie, manca un reale interesse pubblico, trattandosi di mero gossip”, le parole dell’Avv. Longobardo. Che poi torna a parlare del caso di TonyPitony, simile a quello di altri colleghi: “Se la notorietà dell’artista è indissolubilmente legata alla maschera, fotografarlo senza di essa in un momento di vita privata – anche se in luogo pubblico – viola il suo diritto a mantenere distante la vita pubblica e quella privata. Manca del tutto una esigenza informativa tale da giustificarne lo ‘smascheramento’”.
“Penso anche a Liberato, per il quale però ci furono degli avvistamenti in occasione di concerti, dunque in un contesto pubblico e nell’esercizio della sua attività. In questi casi la tutela è più mitigata. Il commento di Matteo Salvini? Si tratta di una figura di rilievo pubblico, così l’effetto di risonanza mediatica aumenta la portata del danno e, di conseguenza, l’entità del risarcimento”, afferma il legale. Il quale infine conclude: “Non è facile quantificare un eventuale risarcimento del danno. Potrebbe arrivare fino ed oltre i 200.000 mila euro, tuttavia bisogna fare una valutazione complessiva del brand, quindi bisognerebbe avere in mano documentazioni che provano il valore dello stesso”.
Ah, cosa c’entra Matteo Salvini? Secondo più di qualcuno, il fantomatico TonyPitony assomiglierebbe moltissimo a Salvini da giovane. “Basta inviarmi questa foto”, ha scritto il Ministro aggiungendo l’emoji che ride. Non senza polemiche: “Devi pensare ai treni, lavora”, ha tuonato più di qualcuno.