Bologna, 11 marzo 2026 – Alla fine, per motivi di sicurezza, è stato annullato l’evento per il sì al referendum organizzato in università da Azione Universitaria, organizzazione di area Fdi. La situazione si era fatta tesa nel pomeriggio quando il collettivo Cua aveva occupato il plesso Unibo di Giurisprudenza in via Belmeloro, dove era previsto l’incontro per il sì al referendum

“A fronte della situazione creatasi alla facoltà di giurisprudenza, in Belmeloro, situazione che rischia di minare la serenità dell’ateneo e degli studenti, oggi non terremo l’evento sul referendum sulla giustizia”, ha scritto sulle proprie pagine social Azione Universitaria.   

Più o meno negli stessi minuti, invece, il Cua ha affermato sempre via social: “Prima provocazione appena respinta“.

L'occupazione del Cua del plesso Unibo di Giurisprudenza in via Belmeloro a Bologna

L’occupazione del Cua del plesso Unibo di Giurisprudenza in via Belmeloro a Bologna (foto Schicchi)

Urla, spintoni, botte e tensione tra gli studenti

Pochi minuti prima dell’inizio dell’evento indetto da Azione Universitaria, alcuni giovani hanno provato a entrare nel plesso di Belmeloro. Ma sono stati bloccati prima dagli studenti in presidio all’interno della Facoltà e poi uno di loro, che avrebbe detto “sono un partigiano monarchico”, è stato portato via di peso da un addetto alla sicurezza. Poi, mentre il primo è stato allontanato, all’ingresso della Facoltà, nel vialetto, altri ragazzi sono stati allontanati e spinti fuori dal plesso. Lì, attimi di tensione tra gli studenti in occupazione e i giovani allontanati, tra urli, spintoni e insulti. Un ragazzo che ha provato a entrare è stato bloccato con un pugno.

Il Cua occupa plesso Unibo, salta evento su Sì al referendum. Azione Universitaria: “A rischio la serenità dell’ateneo”. Tensione tra collettivi e chi voleva entrare
L’occupazione del Cua: “Nessuno spazio ai fascisti in università”

“Siamo qui perché abbiamo visto che era stata lanciata un’iniziativa da parte di Azione Universitaria all’interno del plesso di via Belmeloro, la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università – aveva affermato Tommaso di Cua nel pomeriggio -. Questa realtà studentesca negli ultimi mesi è andata alla ribalta per le sue posizioni interventiste. Ed è da poco recente la notizia che hanno fatto una sfilata in centro, con uno striscione che inneggiava all’irredentismo, su cui c’era scritto ‘Istria, Dalmazia e Fiume terre d’Italia’. Quindi pensiamo che in un momento in cui il rischio di scivolare in una guerra mondiale sia molto elevato, in cui vediamo fronti di guerra che si aprono ovunque, posizioni interventiste, militariste e fasciste siano da tenere al di fuori dell’università”.

Soprattutto “in una giornata come quella di oggi, l’11 marzo a 49 anni dall’uccisione di Francesco Lorusso, un compagno che si è eretto contro posizioni fasciste all’interno dell’università, pensiamo sia fondamentale tenere un punto chiaro e ben preciso: queste posizioni vanno tenute fuori dalla nostra zona universitaria e siamo pronti a dimostrarlo”. Il tessuto dell’Alma Mater “è sempre stato antifascista e siamo pronti a confermarlo”.

“Fino a quando andrà avanti questa provocazione noi resteremo qui”

Sulla posizione dell’Alma Mater, “a quanto pare non c’era nessuna disponibilità da parte dell’università a tenere un’iniziativa di questo tipo all’interno e non c’era stata alcuna richiesta in questo senso”.

Fino a quando “andrà avanti questa provocazione, noi rimarremo qui. Loro hanno confermato di voler venire a prendere parola all’interno dell’università – ha detto Teresa, studentessa di Giurisprudenza e appartenente al Cua -. Staremo qua, ogni giorno, ma in particolare oggi a 49 anni dall’uccisione di Francesco, per me è inaccettabile una provocazione del genere”. L’idea è “di occupare noi questo spazio per non permettere di far entrare logiche di guerra all’interno dell’università”. Su eventuali attacchi da parte di Au alla censura, la studentessa è chiara: “Non è il punto per cui siamo qui. All’interno di questo plesso, nelle settimane scorse e nelle prossime, ci saranno dei dibattiti sul tema” del referendum, “quindi non togliamo spazio di parola sul tema, se non appunto a chi si dichiara apertamente fascista e ha difficoltà invece a dichiararsi antifascista”.

Azione universitaria: “Non ci tiriamo indietro”

Ma Azione Universitaria, in un primo momento e prima di ritornare sui suoi passi, non aveva rinunciato all’iniziativa, nonostante l’occupazione. “Non ci tiriamo indietro. Ci vediamo alle 19 in Aula B”, scriveva sui social l’organizzazione studentesca. Azione universitaria parla di “collettivi rossi riuniti in un violento picchetto antidemocratico, con tanto di cori denigratori e tentativi di aggressione contro il nostro evento per il sì di questa sera”. E aggiungeva: “Non staremo al gioco dei loro continui tentativi di negarci spazi per esprimere le nostre idee liberamente in Università. Questa non è altro che l’ennesima mancanza di rispetto nei confronti di tutti gli studenti presenti in quel momento, tra chi voleva semplicemente seguire le lezioni o stare tranquillamente a studiare”.

A sinistra l'invito del Cua a occupare il plesso universitario in via Belmeloro, a destra Galeazzo Bignami

A sinistra l’invito del Cua a occupare il plesso universitario in via Belmeloro, a destra Galeazzo Bignami

Bignami: “Fatto grave e inaccettabile cercare di silenziare chi la pensa diversamente” 

Sul caso di via Belmeloro era intervenuto anche Galeazzo Bignami, capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera: “L’occupazione della facoltà di Giurisprudenza in via Belmeloro, a Bologna, per impedire lo svolgimento di un convegno a sostegno del sì al referendum promosso da Azione Universitaria è un fatto grave e inaccettabile. L’ennesimo tentativo di annullare il confronto democratico e silenziare chi la pensa diversamente. Bloccare un evento regolarmente autorizzato dentro l’Università significa calpestare la libertà di parola e di pensiero. Condanniamo con fermezza quanto accaduto ed esprimiamo piena solidarietà agli studenti di Azione Universitaria. Gli atenei devono essere luoghi di confronto libero, non spazi in cui qualcuno decide chi può parlare e chi no”.

Lisei: “Gli odiatoti seriali di sinistra non si smentiscono mai”. Evangelisti: “Bullismo rosso”

Il senatore di Fratelli d’Italia Marco Lisei aveva rincarato la dose: “Gli odiatori seriali di sinistra non si smentiscono mai e stavolta prendono di mira una regolare assemblea di Azione Universitaria a Bologna sul referendum. Un incontro regolarmente autorizzato nella facoltà di Giurisprudenza dell’ateneo emiliano, con tanto di costituzionalisti e docenti universitari. È una vergogna ciò che sta accadendo, l’estrema sinistra, in questo caso quella del Collettivo Cua, antidemocratica ed autoritaria come al solito, cerca di impedire il libero pensiero anche su un referendum costituzionale. La sinistra istituzionale invece tace, per non ammettere la sua benevolenza nei confronti di questi estremisti con cui è connivente”. La capogruppo meloniana in Regione Marta Evangelisti parla infine di “bullismo rosso”.