di
Leonard Berberi

I primi numeri del 2025 del vettore tricolore dopo l’ingresso del colosso tedesco (che detiene il 41%, l’altro 59% è del Mef). Il ruolo favorevole del cherosene a basso prezzo e la debolezza del dollaro

Con un margine operativo (rettificato) del 7%, Ita Airways — compagnia co-gestita dal ministero dell’Economia italiano e da Lufthansa — ha chiuso il 2025 a non molta distanza dall’obiettivo che il gruppo tedesco ha fissato per tutte le sue divisioni: l’8%. Un dato che la collocherebbe già al secondo posto per redditività tra le aviolinee del colosso di Francoforte — secondo l’analisi del Corriere —, subito dopo Swiss (9,3%) e prima di Eurowings (4,3%), Austrian Airlines (3,2%), Brussels Airlines (1,7%), SunExpress (la joint venture paritetica con Turkish Airlines, 1%) e Lufthansa (0,9%).

I numeri

Insomma, a poco più di undici mesi dall’inizio della «cura» Lufthansa, i primi numeri di Ita — tra le pieghe dei documenti depositati dal gruppo tedesco — mostrano qualche primo risultato positivo. In via Alberto Nassetti, al quartier generale del vettore tricolore a pochi passi dall’aeroporto di Roma Fiumicino, regna però la prudenza. Il bilancio non è stato ancora ufficialmente approvato e una nota fornisce soltanto alcuni dati: i ricavi derivanti dai 16,2 milioni di passeggeri trasportati (2,8 miliardi di euro) e un tasso di riempimento degli aerei dell’83,4%.



















































«Contesto sfidante»

«In un contesto operativo estremamente sfidante, Ita ha dimostrato nel 2025 solidità e capacità di tenuta sul piano commerciale», sostiene nel comunicato l’amministratore delegato e direttore generale Joerg Eberhart. «La crescita dei ricavi, il miglioramento della qualità della domanda e la forte performance del lungo raggio confermano la validità delle nostre scelte strategiche, nonostante le tensioni geopolitiche, in particolare nell’area del Medio Oriente, le limitazioni di flotta e una pressione competitiva crescente».

Le partecipazioni

Nella nota di Ita non compaiono altri dati finanziari. È nelle centinaia di pagine depositate dal gruppo Lufthansa sui numeri del 2025 che si scopre qualcosa di più. Il colosso tedesco possiede il 41% di Ita Airways, mentre il restante 59% è in mano al ministero dell’Economia e delle Finanze italiano. Nelle prossime settimane il board di Francoforte potrebbe decidere di esercitare l’opzione per salire al 90% di Ita, comprando il 49% dal Mef per 325 milioni di euro.

L’andamento

L’anno scorso Ita ha registrato 3,15 miliardi di euro di ricavi (includendo anche il cargo e le altre voci di entrata) e un Ebit rettificato di 220 milioni di euro. Per Lufthansa si è trattato di un contributo al margine operativo del gruppo pari a 90 milioni, l’equivalente del 41% posseduto nell’azienda. Questo porta il margine Ebit (sempre rettificato) al 7%. In cassa l’aviolinea italiana aveva 647 milioni di euro.

Le divisioni del gruppo

Il 7% colloca Ita — considerando tutte le divisioni del gruppo — dietro il cargo (9,5%), Swiss (9,3%) e la manutenzione (7,5%). Un risultato più che soddisfacente, pur con qualche criticità: il confronto serrato con i sindacati italiani che chiedono di rinnovare l’accordo e incrementare le retribuzioni del personale, diversi aerei a terra per le ispezioni straordinarie imposte ai motori Pratt & Whitney, la forte concorrenza sul mercato italiano e un mercato mediorientale turbolento che costringe spesso a chiudere rotte per settimane o mesi.

Gli aspetti a favore

La prudenza dei vertici di Ita ha a che fare con almeno due elementi, spiega chi è a conoscenza delle dinamiche interne all’azienda. Il primo: il margine operativo rettificato risente molto della debolezza del dollaro sull’euro, che ha favorito i conti. Il secondo: il costo del cherosene nel 2025 si è mantenuto su livelli particolarmente bassi, alleggerendo i costi operativi. Il risultato, insomma, non è «normale», ma favorito da circostanze eccezionali.

Alla ricerca del bilancio sostenibile

Da tempo il ceo Eberhart chiede di raggiungere un pareggio di bilancio «sostenibile», cioè al netto di voci straordinarie. Per questo il vero risultato operativo, da quanto si apprende, resta ancora negativo, pur in presenza di un Ebit fortemente positivo. Gli addetti ai lavori osservano però che il dollaro debole e il cherosene conveniente hanno favorito anche le altre aviolinee del gruppo Lufthansa, quindi i risultati di Ita restano comunque molto positivi.

Le incognite del 2026

Ma questi numeri, sottolineano gli stessi esperti, potrebbero presto appartenere al passato, un po’ per tutte le compagnie aeree. Il 2026 dovrà fare i conti, almeno per i primi due trimestri, con il caos in Medio Oriente e la fiammata del petrolio — e del cherosene per aerei, che in Europa ha sfiorato i 1.700 dollari per tonnellata, di fatto il doppio rispetto al 28 febbraio, poco prima dell’avvio delle ostilità tra Usa, Israele e Iran.

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11 marzo 2026