(Teleborsa) – Le Borse europee sono deboli, con la situazione in Medio Oriente che è diventata ancora più tesa, aumentando il rischio di uno shock petrolifero globale. Il greggio è infatti tornato a salire dopo che Iraq e Oman hanno interrotto le attività petrolifere a causa della guerra.
Ieri l’IEA ha annunciato la possibilità di rilasciare 400 milioni di barili dalle riserve strategiche, un intervento senza precedenti volto ad attutire uno shock immediato dell’offerta. Allo stesso tempo, l’OPEC ha confermato che l’Arabia Saudita ha aumentato la produzione, a dimostrazione della volontà di Riad di evitare un’impennata incontrollata dei prezzi. Nonostante questi segnali di stabilizzazione, le dichiarazioni di Teheran hanno riacceso le tensioni, con un alto comandante iraniano che ha avvertito che il mondo dovrebbe “prepararsi a prezzi del petrolio superiori a 200 dollari”. Da parte sua, Donald Trump ha inasprito i toni, affermando di stare prendendo in considerazione il controllo dello Stretto di Hormuz e che la guerra è “completamente conclusa” e “molto in anticipo rispetto al previsto”.
Dopo i fallimenti di Tricolor, First Brands e Market Financial Solutions, i mercati sono di nuovo preoccupati per il debito privato, un universo in cui istituzioni non bancarie (come fondi di credito, hedge fund e assicuratori) prestano ingenti somme a società non quotate, prima di riconfezionare questi prestiti in veicoli opachi. Morgan Stanley ha limitato i riscatti in uno dei suoi fondi di credito privato dopo che gli investitori hanno cercato di ritirare quasi l’11% delle azioni, restituendo solo il 45,8% delle richieste per il trimestre. JPMorgan ha ridotto i prestiti ai fondi di credito privato, mentre BlackRock e Blackstone hanno anch’esse limitato i prelievi a fronte dell’aumento delle richieste di riscatto.
Tra gli annunci societari in Europa, BMW ha fatturato 137,1 miliardi di euro nel 2025 (+1,3% su base annua) con un margine EBIT Automotive del 5,3%, mentre le previsioni per il 2026 indicano una modesta ripresa dei volumi trainata dai lanci di Neue Klasse e un margine EBIT stabile intorno al 4-6%. RWE ha comunicato che l’EBITDA rettificato per il 2025 è stato di 5,1 miliardi di euro, con capex 2026-31 di 35 miliardi di euro per una capacità di 25 GW. In Italia, Generali ha chiuso il 2025 con un utile in aumento del 14,5%, ha alzato il dividendo e annunciato un buyback da 500 milioni di euro; Leonardo ha aggiornato il piano, prevedendo ordini cumulati per 142 miliardi di euro al 2030; Webuild ha terminato il 2025 sopra le attese, annunciando un dividendo di 0,081 euro e un investor day giugno; ERG ha segnalato un EBITDA 2025 nella parte bassa della guidance ed è al lavoro sul nuovo piano che presenterà a fine 2026-inizio 2027.
L’Euro / dollaro USA continua la seduta sui livelli della vigilia, riportando una variazione pari a -0,15%. L’Oro continua la seduta sui livelli della vigilia, riportando una variazione pari a +0,03%. Pioggia di acquisti sul petrolio (Light Sweet Crude Oil), che mostra un guadagno del 4,98%.
Lieve peggioramento dello spread, che sale a +74 punti base, con un aumento di 1 punti base, con il rendimento del BTP a 10 anni pari al 3,69%.
Tra i listini europei tentenna Francoforte, che cede lo 0,49%, sostanzialmente debole Londra, che registra una flessione dello 0,65%, e scivola Parigi, con un netto svantaggio dello 0,78%.
A Milano, si muove sotto la parità il FTSE MIB, che scende a 44.575 punti, con uno scarto percentuale dello 0,44%; sulla stessa linea, si posiziona sotto la parità il FTSE Italia All-Share, che retrocede a 47.042 punti.
Variazioni negative per il FTSE Italia Mid Cap (-1,3%); con analoga direzione, in ribasso il FTSE Italia Star (-1,17%).
Tra le migliori Blue Chip di Piazza Affari, decolla Leonardo, con un importante progresso del 7,88%.
Buona performance per Fincantieri, che cresce del 2,34%.
Giornata moderatamente positiva per Telecom Italia, che sale di un frazionale +0,77%.
Seduta senza slancio per DiaSorin, che riflette un moderato aumento dello 0,74%.
Le più forti vendite, invece, si manifestano su Amplifon, che prosegue le contrattazioni a -2,07%.
In rosso Banca MPS, che evidenzia un deciso ribasso dell’1,95%.
Spicca la prestazione negativa di Saipem, che scende dell’1,81%.
Campari scende dell’1,77%.
Al Top tra le azioni italiane a media capitalizzazione, Ferragamo (+6,98%), Avio (+1,89%) e Banco Desio (+0,70%).
Le più forti vendite, invece, si manifestano su WIIT, che prosegue le contrattazioni a -9,48%.
Sensibili perdite per ERG, in calo del 5,02%.
In apnea MFE A, che arretra del 4,37%.
Calo deciso per MFE B, che segna un -3,69%.
(Teleborsa) 12-03-2026 09:30