di
Claudio Del Frate
Respinte le questioni di legittimità. La legge del 2025 limitava questo diritto a chi aveva un genitore o un nonno cin la cittadinanza italiana
La Corte Costituzionale ha confermato la legge che impone un limite alla concessione della cittadinanza ai discendenti di immigrati italiani. La Consulta ha infatti dichiarato «in parte non fondate e in parte inammissibili le questioni di legittimità costituzionale, sollevate dal tribunale di Torino». Al centro del ricorso c’è il decreto legge del 2025 che rende più stringenti i criteri per la trasmissione della cittadinanza per discendenza (il cosiddetto «ius sanguinis»). L’intervento del governo si era reso necessario anche a seguito del boom di richieste di passaporti italiani proveniente soprattutto da Brasile e Argentina.
La norma presa in esame dalla Corte Costituzionale prevede che possa essere dichiarato cittadino italiano solo chi ha un genitore o un nonno già in possesso di tale requisito. In precedenza, invece, era possibile risalire molto più indietro nell’albero genealogico del richiedente (al punto che persino il calciatore Leo Messi aveva ottenuto lo status di italiano in virtù di un trisavolo emigrato in Argentina a fine ‘800). E proprio questa ampia facoltà aveva determinato un aumento molto vistoso di casi «sospetti». La mole di richieste (decine di migliaia) aveva messo in crisi gli uffici anagrafe di molti comuni e anche i tribunali oberati di cause civili per l’ottenimento della sospirata cittadinanza.
La Corte ha dichiarato non fondate le censure con le quali il Tribunale di Torino, invocando l’articolo 3 della Costituzione, denunciava la lesione dei diritti, ritenendo che la norma in esame determinerebbe una «revoca implicita della cittadinanza con efficacia retroattiva». La Corte ha inoltre dichiarato inammissibile la violazione della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo del 1948, secondo il quale «nessun individuo potrà essere arbitrariamente privato della sua cittadinanza e deÌ diritto di mutare cittadinanza».
12 marzo 2026
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