di
Vanni Fondi
L’artista al Maschio Angioino con gli altri napoletani che hanno partecipato al Festival di Sanremo 2026: «La premier mi ha solo fatto i complimenti». Il sindaco: «Troppe polemiche, la sua è una bella canzone d’amore»
«Meloni? Sì, mi ha chiamato e mi ha fatto i complimenti per la vittoria a Sanremo. Ma non è vero che mi ha chiesto di usare la mia “Per sempre sì” come canzone degli incontri della campagna per il Referendum. Aveva cose più importanti da fare». Sal Da Vinci arriva al Maschio Angioino di Napoli puntuale alle 12. È il suo giorno, quello in cui il sindaco Gaetano Manfredi gli consegna la targa e la medaglia di Napoli Città della Musica. Dopo la festa dei fan alla Torretta di Mergellina, la settimana scorsa, l’artista che ha vinto al Festival di Sanremo viene celebrato oggi anche dalle istituzioni, come e più di Geolier due anni fa.
Le prime domande dei giornalisti con i quali si intrattiene alcuni minuti prima di raggiungere la Sala dei Baroni sono tutte sulle polemiche sorte dopo il suo trionfo al Festival, animate da chi non ha apprezzato la canzone. Ma Sal Da Vinci ha glissato, come già aveva fatto nei giorni scorsi: «Le polemiche? Troppe. Ma quelle passano, la canzone resta». E poi: «Sono emozionato di essere qui al Comune a ricevere questi preziosi riconoscimenti. Per me un traguardo, come lo è stato venerdì sera cantare allo stadio del mio Napoli».
Poi, in Sala dei Baroni, il sindaco prende la parola, mentre accanto a lui siedono Sal Da Vinci e l’assessore Teresa Armato. «Quando si vince contro vento c’è più soddisfazione – afferma Manfredi -. Con Sal premiamo tutta la storia della canzone napoletana, che è di base canzone popolare e che ha un linguaggio universale come la sua musica. Oggi premiamo l’artista, l’uomo, la famiglia. La sua è una bella canzone d’amore, ho sentito tante polemiche e tanti pregiudizi, ma una volta tanto festeggiamo l’amore. Una canzone che ci dà una speranza per il futuro e ci fa scordare i problemi della vita».
«La mia è solo una canzone d’amore»
E, sulla stessa linea, quando interviene, dopo la consegna della targa, Sal Da Vinci dice: «Questa canzone è diventata un caso nazionale, ma è solo una canzone di amore di rispetto di promesse. È finita nel tritacarne dei social, che non sempre raccontano la verità. Siamo tutti italiani che vogliono portare la nostra musica nel mondo. A Vienna, per esempio, mi hanno fatto i complimenti per la canzone con affetto ed entusiasmo». «Non so se merito questo riconoscimento – ha continuato – ma sicuramente lo meritano le persone che lottano per realizzare i propri sogni. Tutti. Non esistono uomini di serie A o serie B, siamo tutti esseri umani».
«Ho sentito la mamma di Domenico, è il figlio di tutti noi»
L’artista ha raccontato di aver sentito al telefono Patrizia Mercolino, la mamma di Domenico, il bambino morto al Monaldi per un trapianto di cuore fallito, pochi minuti prima di ricevere la medaglia della città:
«Ho sentito Patrizia e naturalmente suo marito Antonio – ha detto il vincitore di Sanremo – e ho umilmente chiesto loro di svuotare questa rabbia, perché è fondamentale anche in considerazione del fatto che ci sono due bambini da sostenere. È un dolore della famiglia, ma anche della comunità e di tutti i genitori del mondo perché Domenico è il nostro figlio, non solo di Patrizia e Antonio, è il nostro figlio». «Nel mio piccolo – conclude il vincitore di Sanremo – se hanno bisogno anche solo di una parola di conforto, io ci sono, è doveroso, sono qui». Il cantante nei giorni scorsi aveva spostato i festeggiamenti per la vittoria a Sanremo proprio in virtù della concomitanza con i funerali del bambino.
Vai a tutte le notizie di Napoli
Iscriviti alla newsletter del Corriere del Mezzogiorno Campania
11 marzo 2026 ( modifica il 12 marzo 2026 | 14:25)
© RIPRODUZIONE RISERVATA