Storia e progetti di una giovane imprenditrice sulla greenway che collega il Veneto alla Lombardia

Crescere tra bici e sogni. È successo ad Alessia Trevisan, imprenditrice di Trebaseleghe, in provincia di Pordenone. Lei, con suo marito Vlad Evsei, oggi sta sviluppando il Bike Park Km 99, un’attività nata dalle idee innovative e dalla resilienza di suo padre Giuseppe, che tutt’ora affianca la figlia, con il suo aiuto e una presenza costante, nella struttura.

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La crescita di un sogno

Torniamo indietro negli anni. Oggi Alessia ne ha trenta, è mamma da alcuni mesi. Ne aveva solo 13, quando l’idea di una struttura al servizio dei ciclisti ha preso forma.

«Mio padre era capofabbrica in un’azienda locale di allarmi. L’azienda fu trasferita da Castelfranco in Tunisia e papà fu tra i primi a essere licenziato. In quel periodo, ci fu una crisi che portò tanti imprenditori locali al suicidio. Ma Giuseppe reagì, per se stesso e la sua famiglia, e si inventò qualcosa di nuovo». Con altri lavoratori fondò una cooperativa sociale, Energia Futura, che nel 2010 ha avviato un giornale, La Voce del Veneto centrale, una testata free press che si occupa di cronaca locale, dà spazio ai diversi comuni e vive di pubblicità. Ma la cooperativa non si fermò lì.

Formazione sulle ciclabili europee

«I soci parteciparono a due bandi, uno organizzato dalla Federazione dei Comuni del Campo Sanpierese, che unisce 32 Comuni in progetti comuni, ottimizzazione risorse e valorizzazione, che permise a mio padre e altri lavoratori di fare un’esperienza di formazione e viaggio in aree vocate al cicloturismo, in Austria, Germania e Slovenia» racconta Alessia. L’obiettivo era trovare idee e buone prassi da attuare nella loro zona. Lì era tutto da fare, visto che dal 2009 erano partiti i primi lavori per la Treviso-Ostiglia, la ciclovia che si sta realizzando, tratta dopo tratta, sul tracciato di un’ex-ferrovia militare dismessa. Questa greenway attraversa il Veneto da est a ovest, in luoghi di grande bellezza. Il percorso in totale dovrebbe essere di 118 Km. Il Bike Park di Alessia si trova al km 99.

La realizzazione del noleggio

«L’altro bando che aiutò la cooperativa fu il PIAR TRAIN 2013, per il “Sostegno alla creazione e allo sviluppo di microimprese”, finanziato dal Programma di Sviluppo Rurale per il Veneto 2007-2013. Grazie a quel finanziamento (il 30% dell’investimento necessario) fu possibile la realizzazione di un punto noleggio biciclette ed assistenza, con l’acquisto delle dotazioni necessarie. Si acquistarono 100 bici muscolari e si costruì la struttura iniziale». Nel frattempo, la cooperativa si divise in due rami, uno continuò a occuparsi del giornale, l’altro diventò la coop agricola Bike Park, nel 2016, titolare del Bike Park. In questa società entrò anche Alessia, che però per 4 anni si è allontanata, per un’esperienza in America Latina. Al suo ritorno, nel 2021, ha preso in mano l’attività, mentre Giuseppe andava in pensione, e ha iniziato a sviluppare i suoi progetti innovativi. Dal 2023 l’imprenditrice ha aperto la sua società, la Old rail sas.

Destagionalizzare con gli eventi

Il Bike Park km 99 era partito offrendo solo un noleggio, un ricovero attrezzi, acqua e bagni. Dal 2018 è iniziato il servizio ristoro, che adesso è un punto di forza. Si servono cibi genuini e semplici: i prodotti dell’orto dell’azienda agricola, salumi e formaggi di imprenditori locali. Poi la cucina è diventa più ricca, legata alla tradizione veneta. Lo slogan è “l’energia della natura e il gusto della tradizione”.

«Nel 2022 ho studiato il business per capire come destagionalizzarlo. La risposta è stata: food ed eventi. Negli anni abbiamo sempre reinvestito per migliorare la struttura. Nel 2023 l’ampliamento e il bagno disabili, nel 2024 la cucina professionale, nel 2025 la pompa per l’acqua e l’impianto fognario e azioni di marketing, nel 2026 nuove migliorie. Oggi il noleggio bici porta solo il 5, 10% del fatturato. La ristorazione dà il 70%. La nostra struttura è facilmente raggiungibile, le aree coperte ospitano 50 persone. Da noi, non si arriva solo per sostare con la bicicletta e ricaricarla. Si viene anche per mangiare e divertirsi. Organizziamo feste, compleanni, matrimoni, aperitivi, sfilate, concerti, cinema all’aperto, accoglienza scuole, formazione aziendale… Molti eventi sono gratuiti e aperti al pubblico, i guadagni arrivano dalla cucina. Abbiamo realizzato anche una caffetteria, che si è accostata ai distributori automatici, sempre in funzione e apprezzati dai cicloturisti. Un servizio molto richiesto è l’affitto dei 16 barbecue disponibili. Abbiamo anche frigo, ombrelloni e campo gioco per i bambini».

Servizi e test, tra presente e futuro

Tra le migliorie previste nel 1016, c’è il potenziamento dell’attività di noleggio. «Vorrei realizzare altri punti, me lo chiedono in molti, lungo la ciclabile. Ne avevamo aperto uno anni fa, a 30 km dal nostro Park, ma le persone che lo seguivano non si impegnavano e abbiamo chiuso. Era troppo presto: sono 12 anni che la ciclabile si è avviata, ma ci vuole tempo perché nascano e prendano piede le nuove attività. Il momento è arrivato, secondo me, però bisogna crederci. E sviluppare un network di collaborazione tra gli operatori».

Serve assistenza tecnica ai cicloturisti. Il Bike Park fa manutenzione delle sue bici. Non ha una ciclofficina, c’è solo un “pronto soccorso” con utensili e camere d’aria. Per le riparazioni, bisogna rivolgersi alle ciclofficine nei paesi lungo il percorso. Alcune bici di Alessia sono posizionate negli agriturismi e in altre strutture turistiche della zona. Tra queste, c’è il camping resort BiHoliday, che è anche uno degli sponsor del Bike Park, presente con affissioni e pubblicità su tovagliette personalizzate.

Un altro servizio nato in anticipo sui tempi, dieci anni fa, è il Bike&Bus, un servizio su prenotazione per i ciclisti che non vogliono ripercorrere la ciclabile in senso inverso per tornare al punto di partenza. «Quest’anno ci hanno contattato dal BiHoliday per riproporlo, perché ci vedono crescere, vedono che investiamo continuamente e vogliono supportarci» racconta Alessia. «Ho tante idee da sviluppare: altri noleggi, altri punti ristoro e servizi, ma ho bisogno di partner e di persone che ci credano».

Progetti per la salute e la sicurezza

«Sono orgogliosa anche di aver avviato con la Fondazione Cuore Livio Mazzonetto un progetto per la salute e la sicurezza, Treviso – Ostiglia cardioprotetta, che prevede l’installazione di una rete di defibrillatori lungo il percorso (uno è già nella nostra struttura) e di cartelli segnaletici, che aiutano nell’orientamento e nella comunicazione con i soccorsi, in caso di malore. Sono in fase di realizzazione anche punti di accesso alla ciclabile e atterraggio per gli elicotteri. Dopo la fase di test, il progetto sarà sviluppato dalla Federazione dei Comuni».

Consigli a chi vuole avviare un bike park

«Non abbattetevi, la burocrazia è lenta. Andata avanti e chiedete aiuto, se serve. Interagire con politici e amministratori locali è utile. E cercate sponsor da coinvolgere nei vostri progetti».