di
Silvia Nani
Siamo andati alla sede Swatch, in Svizzera, a vedere come nasce AI Dada, il primo orologio generato dall’AI: per avere al polso un pezzo unico ma accessibile (costa 200 euro)
Nel quartier generale Swatch a Bienne, in Svizzera, l’atmosfera è di attesa. Protagonista, sotto la volta curvilinea dell’edificio in vetro e legno progettato da Shigeru Ban, è una parola che campeggia su uno schermo: AI-Dada. Tutt’intorno scaffali essenziali espongono scatole contrassegnate dalla dicitura Swatch Archives e, ciascuna, dal nome di uno dei quasi 9.000 modelli che hanno scandito i 42 anni di storia del brand. Siamo al lancio ufficiale di un nuovo orologio, e la presenza (rarissima) di Nick Hayek Jr., ceo del gruppo Swatch, lascia già intuire l’eccezionalità di questa occasione.
É lui a premettere — a sorpresa e con il gusto sottile della provocazione — che quelle iniziali Ai non indicano, come ci si immaginerebbe, l’intelligenza artificiale ma l’«intelligenza artistica». In realtà poi si toccherà con mano che è l’unione delle due intelligenze ad avere il compito (affidato da noi) di attingere al patrimonio delle collaborazioni creative di Swatch, rielaborarlo e tradurlo in un orologio esemplare unico. Solo per noi. Che si alimenta di quello spirito sovversivo tipico del movimento Dada, nato a Zurigo nel 1916, da cui prende il nome.
A Carlo Giordanetti, ceo di Swatch Art Peace Hotel (il progetto di residenza per artisti che il marchio promuove da circa 15 anni) e soprattutto artefice di quel tessuto di relazioni artistiche su cui si innesta il marchio, è affidato il compito di spiegare in concreto AI-Dada: «Abbiamo creato una piattaforma interattiva basata sull’intelligenza artificiale. La quale, ricevuto il nostro input, lo elabora attingendo agli archivi di Swatch ma anche andando a cercare elementi esterni». Il progetto prevede che l’«intelligenza artistica» si alimenti dei prompt ricevuti, che immagazzinerà nel proprio database, arricchendolo e affinandolo. Un sistema interattivo, basato sul dialogo con l’utente e che terrà conto dinamicamente delle evoluzioni future del marchio.
Come funziona? L’accesso avviene dal sito Swatch. Dopo aver creato il proprio account personale, compare la videata di apertura AI-Dada, si scrivono le proprie parole chiave (in qualsiasi lingua), si clicca e in un tempo massimo di due minuti l’Ai elabora un orologio personalizzato da un motivo che riproduce in chiave artistica quelle parole. «Ovviamente l’Ai si rifà al dna di Swatch, ne rappresenta l’identità. Non andremo a sconfinare, né quindi a ledere il diritto d’autore altrui», precisa Hayek. In più, ogni orologio recherà sul fondello la scritta 1/1: «Con la quale dichiariamo che l’orologio è un pezzo unico: è il nostro impegno nei confronti del cliente». Si potranno scegliere colore degli indici e meccanismo, mentre non sono concessi ritocchi: se il risultato finale non soddisfacesse le aspettative, saranno possibili altre due richieste (il tetto fissato è tre al giorno) con le stesse indicazioni o modificandole. Alla fine, un clic di conferma, l’ordine parte e il proprio orologio AI-Dada arriva in 2-5 giorni direttamente a casa.

E i collezionisti che da sempre gravitano intorno al mondo Swatch? «Ho avuto un incubo in cui mi chiedevo: come faremo a soddisfarli? Perché si tratta di pezzi unici, e non potranno averli tutti», scherza Hayek. «Sarà un vero cambio culturale». Proprio per questo non saranno possibili due esemplari dello stesso orologio, chiarisce, né sostituire il cinturino in quanto parte integrante del design. «Ogniqualvolta inserisci un prompt, ottieni un orologio disponibile solo in quel momento, e mai più». Ma i dati non andranno persi: saranno acquisiti per arricchire l’archivio di AI-Dada. Il lancio è stato a fine 2025 in Svizzera, da quest’anno in Europa, a seguire il resto del mondo, con un team di produzione dedicato: «Dobbiamo essere in grado di rispettare i tempi di consegna ma soprattutto garantire la qualità che ci contraddistingue», ribadisce Hayek.
Il prezzo, 170 franchi svizzeri, 200 euro. Poco tutto sommato per un pezzo unico, e per la soddisfazione impagabile di sentirsi co-autori. Designer, assieme all’Ai.
LEGGI ANCHE
-
Collezionismo, l’asta per le Oselle del Doge: dalle monete d’argento a quella dorata da 8 mila eurodi Umberto Reano
-
Arte, gli occhi del mondo su Maastricht: settemila anni di storia tra dipinti, sculture e repertidi Davide Landoni e Luca Zuccala
-
Sneakers, sono passate di moda? Perché il mercato sta cambiando (ma non si fermerà)di Anna Zinola
-
Sculture e arredi, la creatività del legno: una mostra per cercare indizi su una storia lunga 100 annidi Silvia Nani
-
Ferretti, l’opa di Komarek partirà il 16 marzo e durerà fino al 13 aprile. Weichai sale al 39,04%di Andrea Rinaldi
-
Monolocali da 650 mila dollari, trilocali da 6 milioni: per rendita e figli al college, chi sono gli italiani che comprano casa a New Yorkdi Redazione Economia
-
Vedere uno scultore al lavoro, visitare la città seguendo l’irrequieto Caravaggio: 8 hotel dove «toccare» l’artedi Silvia Nani
Nuova app L’Economia. News, approfondimenti e l’assistente virtuale al tuo servizio.
SCARICA L’ APP

Iscriviti alle newsletter de L’Economia. Analisi e commenti sui principali avvenimenti economici a cura delle firme del Corriere.
12 marzo 2026
© RIPRODUZIONE RISERVATA
