di
Enea Conti

Il provvedimento è arrivato dal Ministero della Salute: il consumatore intossicato è stato trasferito al «Bufalini» di Cesena in seguito al malore

Un lotto di confezioni di lupini secchi è stato richiamato da alcuni supermercati e punti vendita Coop e Emilia-Romagna e Marche dopo che un consumatore si era recato in ospedale, al «Bufalini» di Cesena in seguito ad un malore, conseguenza di una intossicazione alimentare. 

Il provvedimento è arrivato dal Ministero della Salute. Nel documento allegato all’avviso sono state indicate le motivazioni che giustificano il ritiro dagli scaffali collegato alla presenza di alcaloidi chinolizidinici, di origine naturale: sono composti prodotti dalle piante da cui sono raccolti i lupini che possono avere effetti tossici sul sistema nervoso causando svariati disturbi neurologici e talvolta nei casi più gravi anche respiratori e cardiaci. Nei dettagli il paziente visitato in Romagna avrebbe accusato segni di confusione mentale.



















































L’intossicazione alimentare con i lupini secchi

A confezionare i lupini l’azienda «Melandri Gaudenzio Srl», che gestisce uno stabilimento a Bagnacavallo, nel Ravennate. La marca specifica, quella leggibile sulle etichette delle confezioni è «Cibòn». 

Il provvedimento del Ministero della Salute

Nei dettagli il provvedimento riguarda le confezioni da 500 grammi, con il numero di lotto 343/25 che di fatto scadono nel giugno del 2027. A diramare la notizia era stata proprio Coop. Le confezioni individuate sono già state ritirate ma la raccomandazione della grande catena di supermercati rimane per chi li avesse già acquistati. I sacchetti vanno restituiti con diritto di rimborso.

Per quel che riguarda la presenza degli alcaloidi nei lupini va premesso che può cambiare a seconda di più: fattori: dalla varietà al metodo e condizioni di coltivazione fino ai fattori ambientali come la qualità del suolo e le condizioni climatiche. Va misurato dopo la raccolta anche se in Italia non esiste ad oggi un limite legale per gli alcaloidi anche se le aziende sono tenute a verificare la sicurezza alimentare dei prodotti. 


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12 marzo 2026