Il primo test sarà in Ucraina, a novembre di quest’anno. Presentando il piano industriale di Leonardo, l’azienda della difesa italiana che registra ordini da 142 miliardi e ricavi da 126 miliardi da qui al 2030, l’amministratore delegato Roberto Cingolani definisce “urgente” il sostegno con “piattaforme, radar e armi” agli alleati nel Golfo attaccati dall’Iran. E annuncia “il primo componente del nostro Michelangelo Dome”, lo scudo anti-missilistico, per “i nostri amici” di Kiev.