Si tratta il rinnovo, Dusan verso il sì: le firme di Yildiz e Spalletti sono un assist per il serbo


Guglielmo Buccheri

Giornalista

13 marzo – 07:33 – MILANO

Il quarto mese di degenza, Dusan Vlahovic ritrova il gruppo e, domani sera a Udine, il campo: per ora dalla panchina, più avanti si vedrà. Una degenza non banale per colpa della lesione di alto grado all’adduttore sinistro – il serbo è stato operato a Londra lo scorso 4 dicembre -, ma anche perché la lunga assenza dalla scena ha avuto l’effetto di riavvicinare il centravanti alla causa bianconera: Dusan non si è mai sentito abbandonato dalla Juventus e, ora, guarda all’immediato futuro con uno sguardo nuovo e non più condizionato dal contratto in scadenza a giugno. Alla Continassa non hanno mai dubitato di ciò che Vlahovic raccontava, aggiornando i vertici del club: non ho deciso niente, per me rimanere a Torino resta la priorità.

Ottimismo—  

 Le prime mosse vanno in questa direzione e ci vanno per più di un motivo. Tornando alla lunga degenza – il centravanti serbo si è fatto male a fine novembre -, il tema di come, e in quali tempi, Dusan tornerà a pieno regime è inevitabile e non senza conseguenze: si interroga la Juventus, ma si interrogano anche tutti coloro che pensano a Vlahovic come possibile colpo o rinforzo a zero e solo con il peso dell’ingaggio. Il Barcellona è stato il primo a informarsi sulla posizione e sulla volontà dell’attaccante perché c’è da sostituire il partente Lewandowski ma, da Barcellona, segnalano una società in frenata. Il Bayern Monaco la retromarcia l’ha messa da un po’ perché altre sembrano le mire dei tedeschi. E allora? Qui si intrecciano gli interessi bianconeri e quelli del giocatore: alla Continassa devono rivoluzionare la linea offensiva e partire da un punto fermo (Vlahovic) avrebbe una sua logica, il centravanti di Belgrado sa che deve ripartire da uno stop ingombrante e farlo dentro quella che può anche considerare una sorta di comfort zone avrebbe un suo fondamento. Per di più, restando Luciano Spalletti almeno per un’altra stagione, Dusan sa che il posto da 9 sarebbe suo e per distacco: prima dell’infortunio, l’ex ct azzurro aveva investito il serbo della titolarità per meriti e perché strategico al suo tipo di calcio.

Papà Milos—  

 Le prime mosse hanno anche toccato gli aspetti economici, anche se non in profondità. La Juventus è disposta a spingersi fino a un ingaggio di 6 milioni di euro, sette con i bonus in modo da portare Dusan sulla stesso piano, o quasi, della stellina turca Kenan Yildiz. Bonus che, in questa ultima annata dell’attaccante sotto la Mole, lo hanno visto salire fino al tetto, non più immaginabile, di 12 milioni di euro: così prevedeva il contratto firmato dalle parti nell’inverno del 2022. Per quanto riguarda la possibile durata di un nuovo matrimonio, le strade sono aperte compresa quella di un rinnovo non lungo, anzi: un anno o due per avere garanzie, lato bianconero, per rimettersi in vetrina con il gioco di Spalletti e spiccare il volo, lato Vlahovic. Che il clima sia cambiato lo dimostra anche la presenza di papà Milos accanto al figlio Dusan, e non soltanto per una questione di affetto e vicinanza familiare: il padre prende sempre più parte agli incontri, informali, sul futuro del proprio figliolo. Quella dell’entourage di Vlahovic spesso sull’Aventino per mostrare il proprio disappunto quando in campo entrava il contratto è stato motivo di frizioni e incomprensioni che non hanno certo avvicinato i presenti al tavolo nella scorsa, estenuante, estate di mercato.

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PRIMO TIFOSO—  

 La lunga degenza non ha impedito a Dusan di far sentire il suo appoggio ai compagni con i quali il rapporto è sempre stato ottimo: il centravanti serbo non si è perso un duello dello Stadium da bordo campo, entrando sul terreno di gioco per il riscaldamento e per salutare i suoi tifosi. Una presenza significativa, un’attenzione che non è passata inosservata in tempi di contratto in scadenza: i rinnovi di Yildiz, McKennie e quello già pronto di Luciano Spalletti rappresentano tre assist, i migliori, perché Vlahovic capisca in quale direzione vuole andare la nuova Juventus. Ne farà parte anche il centravanti serbo? Il barometro volge al bello dove per bello si intende una firma per restare. Siamo ai supplementari.