«Sì, credo proprio si possa chiamare boom questo volume di investimenti nel real estate che stiamo registrando a Roma». Il racconto della città firmato da Roberto Gualtieri è un quarantacinque minuti fitti di numeri, inframezzati solo da poche pause in cui gli indici e le classifiche in volata lasciano il posto a qualche accenno di sincero stupore: «Pensate che a Roma abbiamo il mare, a Ostia, l’acqua è pulita e le spiagge sono bellissime. E non ci sono hotel. Non lo trovate incredibile? Incredibile». La fiducia è tornata ad abitare a Roma e per il terzo anno consecutivo il primo cittadino capitolino è venuto a dirlo al Mipim di Cannes, la fiera del real estate più importante dell’Occidente, dove con un biglietto da mille euro si fa un tuffo nel mondo delle trasformazioni urbane e delle novità immobiliari più interessanti del momento. Cosa ci fa un sindaco che passeggia tra il mega stand dell’Oman e il padiglione con le migliori firme del design? Raggiunge lo stand della sua città per annunciare che finalmente è stata individuata un’area per la realizzazione di una nuova arena per concerti da ventimila posti a Pietralata, magari vicino a quello che sarà il Rome Innovation Hub, un campus urbano dell’innovazione di scala internazionale che si sviluppi su circa 20.000 m², capace di incubare simultaneamente 80–120 startup nei settori deep tech. Per parlare dei nuovi uffici del Campidoglio 2, con oltre 50.000 metri quadrati in un’area centrale della città. E poi perché «ci sono tutti i sindaci d’Europa», commenta Gualtieri senza battere ciglio. Lo stand di Roma Capitale è verde, duecento metri quadrati vista mare ed è posizionato tra quello di Londra, Madrid e Parigi.
Roma alla fiera del real estate a Cannes
Diventa un obbligo esserci, altroché, e raccontare al mondo cosa sta succedendo e cosa è cambiato perché si creassero queste condizioni così proficue e che hanno superato un gap infrastrutturale storico, passando da una fase di manutenzione straordinaria a una di crescita strutturale guidata da oltre 17 miliardi di euro di risorse complessive. Il piano ha un nome suggestivo e familiare: Next Generation Rome. Ed è sinonimo del circolo virtuoso che si è attivato. O come ha ricordato il presidente della Camera di Commercio di Roma, Lorenzo Tagliavanti: «I cicli di crescita di Roma sono sempre andati in parallelo con i cicli di sviluppo del settore dell’edilizia e del mercato immobiliare: in tutte le fasi di prosperità, l’economia romana ha registrato ottimi risultati. E viceversa». L’ente camerale, che investirà 50 milioni di euro per realizzare un super computer, ha co-finanziato la presenza della Capitale al Mipim. Quest’anno per la prima volta sono voluti essere presenti al fianco dell’amministrazione anche altri due importanti attori dello sviluppo romano: Acea e Sport e Salute. Per dire al mondo che finalmente la città chiuderà il ciclo dei rifiuti con il termovalorizzatore a Santa Palomba e che ci saranno sempre più opportunità di praticare sport e socialità al Foro Italico e non solo.
Mentre il Pnrr volge al termine, si spera in un rimbalzo dei capitali privati, nel fiuto degli animal spirits. Anche questo si ascolta nel sottotesto del Mipim. E il Comune non si tira indietro, propone delle partnership ai privati: «We are open, we are transparent and we want quality», scandisce Gualtieri nel suo discorso in inglese, a braccio, dentro lo stand affollatissimo che ha visto scorrere nei maxi schermi i nomi di tutte le aree in cui si è già avviata, o si avvierà, una rigenerazione urbana. L’amministrazione ha programmato oltre 10 miliardi di euro in cantieri per i prossimi tre anni. Guardandola da un’altra angolazione ancora: la città attrae oggi il 12% degli investimenti real estate nazionali (circa 960 milioni di euro), con una proiezione potenziale di 240 miliardi di euro attivabili entro il 2050 tra rigenerazione e riqualificazione. Cantieri che fanno bene anche al turismo: «Pensate, da quando abbiamo aperto le nuove archeostazioni della Metro abbiamo registrato oltre 1 milione di visitatori». Il valore aggiunto sul turismo, a Roma, vale 13,3 miliardi di euro. Ed è un pezzetto del mosaico economico della città. La città a cui serviva e abbiamo dato «una shock therapy», dice Gualtieri con un’immagine che sferza ma rende.
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