Bologna, 13 marzo 2026 – Una Bologna Business School gremita per accogliere Renzo Rosso, presidente e fondatore di OTB Group, holding italiana che controlla i marchi di moda Diesel, Maison Margiela, Marni, Viktor&Rolf e Jil Sander. Per l’imprenditore, padre fondatore del brand Diesel, nel campus di via degli Scalini c’è una platea composta da almeno 300 studenti di diversi master della BBS, che arrivano da 66 Paesi del mondo, raccolti qui per seguire la masterclass di Rosso. A fare gli onori di casa il dean Max Bergami che, con la professoressa Giulia Baschieri, ha dato vita a un dialogo con l’imprenditore.
Tanti i temi al centro dell’incontro: dalle nuove sfide che il settore della moda dovrà affrontare al momento di crisi che il mondo del lusso sta vivendo, fino alla centralità che la creatività ricopre per i brand e all’impulso che i giovani talenti possono dare al mondo dell’abbigliamento, Rosso ha offerto due ore di lezione, spiegando, secondo la sua qual è l’ABC che un imprenditore e un direttore creativo devono seguire. In prima fila, c’è anche Ubaldo Minelli, ad del Group.
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Da sinistra Massimo Bergami, Renzo Rosso e Giulia Baschieri alla BBS
La crisi del mondo del lusso: “È cambiata la percezione del modo di vivere”
La riflessione di Renzo Rosso inizia dal momento di crisi che il mondo del lusso sta vivendo. Parliamo di un settore “fantastico e bellissimo, del quale le celebrities hanno bisogno e c’è una bellissima interazione. Un ambiente fantastico e sono felice e grato di farne parte”.
Ma non bisogna nascondersi nell’ammettere che “non è un momento perfetto – dice -. Negli ultimi anni il mondo del lusso ha performato e noi abbiamo fatto tanto, aprendo negozi in tutto il mondo e registrando fatturati incredibili. Ma è cambiata la percezione del modo di vivere ed è per questo il mondo del lusso è in crisi. Le persone cambiano, così come gli usi e i costumi”.
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Insomma, per la clientela oggi è “meglio una borsa di Chanel in meno – ipotizza – e spendere di più in longevity o vacanze“.
Per fare fronte a questo cambiamento, sarà necessario “trovare un modello diverso per fare business. Ci sono aziende che quindi andranno peggio e altre che invece faranno meglio, con un sistema in grado di convivere con il nuovo modello” di vita, che è sempre in evoluzione.
Basti pensare “all’avvento di Internet, dell’e-commerce e poi di Chat Gpt – riflette -. Cambia il modello di business e ci adegueremo per lavorare in maniera diversa, anche con la tecnologia che è in ogni parte dell’azienda ed è necessaria per fare business”.
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Il ruolo della creatività italiana: “Ma ci vogliono più aiuti”
In Italia, “abbiamo tante creatività e tante cose sono nate qui da noi, ma sono state portate via velocemente. Noi siamo un Paese figo, con il 66% di beni culturali e dunque l’Italia è un posto da vedere”, dal cibo all’architettura. “Un Paese unico al mondo per cultura e tradizione, ma anche per creatività, che però fa parte del mondo, non è solo italiana”.

Renzo Rosso, presidente di OTB Group, alla Bologna Business School
E parlando del Bel Paese, Rosso fa un appello: “Avremmo bisogno anche di un aiuto da parte di chi ci governa – sostiene -. Forse non c’è interesse o ci sono troppi giochi di potere per promuovere le cose belle. Nel mio mondo, non abbiamo mai visto un primo ministro presente a una sfilata di moda”.
Questo considerando che “siamo il secondo settore per esportazione e non veniamo calcolati – riflette -. Manca dunque qualcosa. Ci sono tante cose che potrebbero funzionare meglio”.
Nonostante questo, “il manager italiano è il più bravo e ricercato, perché riesce a mettere la sua creatività e sopravvivenza nel cambiare funzione all’interno dell’azienda”.
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I conflitti internazionali e l’impatto sull’economia italiana
Pensando ai conflitti bellici che attanagliano il Medio Oriente e non solo, lo scenario economico si fa sempre più complesso: “Negli Emirati, l’Arabia Saudita, Libano, Israele, lo Yemen – dice Rosso -, la maggior parte dei nostri negozi sono chiusi. Dobbiamo pensare che è un bel casino. Con la guerra, le persone hanno paura a viaggiare e quindi c’è ancora meno traffico all’interno dei negozi”. Sulle tempistiche, “non credo si risolverà velocemente. Ma questo lascerà comunque un altro segno“, che si aggiunge ad altri crisi precedenti. “Abbiamo affrontato tanti problemi, come il Covid o le Torri Gemelle. La moda italiana cercherà il modo migliore per riuscire a sopravvivere per le situazioni attuali”.
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La nuova generazione di direttori creativi: “Le nuove leve portano valore, ma va salvata l’identità del brand”
Fuga degli stilisti e cambio generazionale al timone delle direzioni creative dei brand di lusso come chiave di svolta: “È anche giusto, fortunatamente, che ci sia questo cambio. Che qualcuno vada in pensione per dare spazio a nuove leve”, dice Rosso, spiegando che “il direttore creativo è il ruolo più importante nell’azienda, colui che fa la differenza. Perché tutto parte dalla creatività“.

La lectio alla BBS
Nel mondo, partecipando a diversi contest per giovani talenti, il presidente di Otb – acronimo di Only The Brave – vede “tanta creatività giovanile” ed è proprio da questi eventi di scouting che “attingo, prendendo ragazzi e portandoli nelle nostre tante aziende”, come in alcuni casi che la moda ha visto in Gucci e Chanel. Nelle nuove generazioni “c’è tanta creatività che genera tanti valori. Ma quando si sceglie un direttore creativo, bisogna comunque portare avanti l’identità del brand”, fattore che, secondo Rosso, in alcune case di moda è mancata alle Fashion Week di Milano e Parigi. In certi casi “mancano i valori per cui certi brand sono nati. Non c’è un dna che va avanti”.
Per evitare questo, “quando scelgo una persona, le mostro l’archivio, il passato del brand e le componenti che lo hanno portato a essere ciò che è ora”.
Bisogna dunque “prendere quel dna e mettere la creatività di cui il mercato ha bisogno. E devo dire che i ragazzi hanno delle belle visioni. La mia fortuna la devo a questo grande connubio con i giovani, perché riesco a vedere la loro visione”.
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Da Brugine alla ribalta internazionale
A 15 anni “ho iniziato a fare jeans per me a casa mia, e poi ho iniziato a farli per i miei amici – ripercorre Rosso -. Vengo da un paesino (Brugine, in provincia di Padova, ndr) da una famiglia di contadini. E sono stato cresciuto con dei veri valori”. Poi, il successo internazionale e Renzo Rosso diventa un imprenditore e uno stilista di fama mondiale: “Io non ho mai voluto fare vedere a mio padre quanto fossi diventato grande – confessa -. Un giorno è venuto a trovarmi e lì, dopo aver capito chi fossi diventato, mi ha detto una frase fondamentale”. E cioè: “Tu sei stato fortunato. Ricorda ora che devi ridare indietro qualcosa agli altri”, dice il fondatore di Diesel, che scandisce: “Il nostro motto, infatti, è salvare una persona al giorno”.
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Il valore del sociale: “È il quarto pilastro delle nostre aziende”
In merito all’impulso che le aziende racchiuse in Otb danno al sociale, Rosso è chiaro: “È fondamentale. Il sociale è il quarto pilastro delle nostre aziende, insieme a creatività, tecnologia e sostenibilità. Le aziende hanno l’obbligo di rendersi utili socialmente parlando”, anche perché le imprese “possono fare molto di più di quello che le istituzioni pubbliche possono permettersi di fare o di chi normalmente fa assistenza”.
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La holding, in questo senso, conta l’organizzazione no-profit Only The Brave Foundation: “La nostra missione è quella di aiutare le persone, in diversi ambiti, andando direttamente sul campo ad aiutare chi ha bisogno”.
Come la violenza di genere: “Oltre alla fortuna che ho di poter lavorare con i creativi, ho quella di avere tante donne al mio fianco – specifica Rosso -. E le donne oggi subiscono la parità di genere, in tutto il mondo la situazione è drammatica. Noi siamo schierati nell’aiuto alle donne”, alle quali viene offerta “assistenza psicologica, legale e troviamo loro una casa in cui stare e poter vivere”.

Renzo Rosso, presidente e fondatore di OTB Group, alla Bologna Business School (FotoSchicchi)
L’impegno è sul territorio italiano, ma anche in altri Paesi, come in Afghanistan: “Lì una donna non può uscire di casa, non può lavorare. E noi cerchiamo di darle dignità“, grazie alla realizzazione di diverse attività”.
Centrale anche il tema delle fragilità giovanili: “Siamo impegnati in campagne di meeting e training ogni mese contro il bullismo, il cyber bullismo e l’uso di droghe. Vediamo questi ragazzi che sono vittime di qualcosa e non parlano. Se riusciamo a fare uscire loro da questa situazione, con un aiuto psicologico, possiamo fare tanto”. Cruciale è l’educazione sessuale, per Rosso, che si è battuto per poter parlare del tema nelle scuole: “Abbiamo fatto molta fatica. Ma questi ragazzi, che magari hanno genitori separati, hanno più padri e più madri, subiscono le loro frustrazioni. E qui nascono i problemi. Vanno aiutati con l’educazione sessuale nelle scuole, che manca. Bisogna spiegare ai ragazzi queste cose, perché si percepisce questa mancanza di educazione, che invece va fornita”. Con lo scoppio della guerra in Ucraina, “abbiamo portato via 440 persone” dal conflitto bellico. Qui, una riflessione su Papa Francesco: “Lui mi diceva sempre che esistono le guerre perché la gente non si parla. Se si parlasse, questi problemi non esisterebbero. Mi diceva di andare nelle scuole, perché non è vero che i ragazzi non hanno più i valori di una volta”.

