È vero, come ha detto Michele Bravi, che dietro le quinte di Sanremo si respirava un brutto clima?
«Sarà che ero in grazia di dio, ma io ho visto l’esatto contrario. C’era molto entusiasmo, eravamo tutti di buonumore. Sono stato contentissimo di vedere brillare Ditonellapiaga, un’amica, che si merita tutto il successo che sta avendo. Ho conosciuto Sayf, un ragazzo davvero simpatico. Eddie Brock lo conoscevo già, andavamo a scuola insieme. Tredici Pietro è una persona stupenda».
E da fan si è emozionato davanti a qualcuno a Sanremo?
«Quando ho conosciuto Gianni Morandi. Poi con lui e Pietro ci siamo messi a cantare Stupida sfortuna: un bellissimo momento, di grande fairplay».
Calcinacci è un «breakup album», sulla fine di una storia d’amore?
«Sì, totalmente. Un disco che viene dopo un cambio di vita radicale».
Quando è successo il cambio?
«Un anno e mezzo fa. Proprio mentre scrivevo il disco. Ci sono dentro tantissimi turbinii ed emozioni che non avevo mai provato in tutta la mia vita».
Nel 2019, in una intervista a Vanity Fair lei raccontava della sua fidanzata: «Lia. Fa l’attrice, sarà famosa».
«Sì, è finita con lei dopo sette anni. Una relazione stupenda, lei una persona meravigliosa a cui voglio un bene incredibile. Ci siamo solo fatti del bene. È stata una cosa bella che però è finita perché a volte succede che le cose non sono più belle. Così, senza un motivo. All’improvviso dici: vabbe’, doveva finire adesso».
Cosa c’è di questa fine nel disco?
«La solitudine, la malinconia, le nuove amicizie. Insomma, una nuova vita. Anche i nuovi ambienti, perché come cantava Battisti, “cerca di evitare tutti i posti che frequento e che conosci anche tu”».
Li ha evitati?
«Eh sì. E poi ho viaggiato di più, io che non avevo mai viaggiato tanto. Per prima cosa sono stato al concerto di Paul McCartney a Manchester che mi ha cambiato la vita».
Addirittura?
«Lui per me è tutto. È il pop, è la melodia perfetta. Vedere uno che alla mia età ha scritto Hey Jude, e ora quello stesso ragazzo, però cresciuto, me le cantava è stato incredibile. Sono impazzito».
E poi cos’ha fatto?
«Sono stato a Fuerteventura a fare surf con mio fratello e mio cugino. E poi altri viaggi in Italia. Ho voluto ricercare la scomodità, anche per scrivere l’album. E anche per avere un nuovo ruolo nella società».