Russell non sbaglia niente, Antonelli sì. Ferrari più vicina, scintille Leclerc-Hamilton
(di Daniele Sparisci) di Daniele Sparisci) George Russell conquista la sua seconda Sprint in carriera, con il piglio del dominatore. Sa di avere una macchina spaziale e la sfrutta sempre. Sa aspettare, far sfogare gli avversari e riprenderli. Sta imparando anche a partire bene, insomma un cocktail micidiale per chi insegue. Ma è da solo a difendersi da un doppio attacco e alla fine potrebbe pagare la pressione.
Stavolta non è successo, la gara di 19 giri è stata frizzante, il nuovo regolamento aiuta in questo senso a limitare i calcoli. Pronti via, sembra il replay di Melbourne: Hamilton scatta come una fionda approfittando del turbo di dimensioni ridotte della Rossa, Antonelli si pianta di nuovo.
Da secondo scivola settimo, colpisce Hadjar e si prende 10” di penalità. Rimonta, sorpassa, dà spettacolo ma non basta perché con la safety car (ritiro di Hulkenberg, il secondo di fila, l’Audi è un progetto giovane) si ritrova ancora dietro dopo la girandola dei pit-stop. Kimi ha tempo per crescere, ma deve capitalizzare l’enorme potenziale che ha a disposizione. La Ferrari nella sprint ha ottenuto un bottino importante: Leclerc secondo davanti a Hamilton, la macchina va e sulla distanza riesce ad avvicinarsi di più alla Mercedes di quanto non riesca nelle qualifiche. Lunga e intensa la battaglia fra i due ferraristi, Charles a un certo punto si lamenta via radio: «Ma lo sa quanto sono larghe queste macchine?».
Accusa il compagno di non avergli lasciato spazio, al traguardo dice «di aver perso tempo». Ma le polemiche finico qui. Scaramucce fra coinquilini di garage, erano successe cose simili in passato con Carlos Sainz, sempre in una Sprint (Austria 2022), l’importante è mantenere sotto controllo la rivalità. Di certo il confronto interno ha aiutato Russell a costruire un po’ di margine. Charles ha regolato la faida alla sua maniera, gestendo le gomme e spingendo quando era il momento. Un messaggio di superiorità, ma Lewis è un altro rispetto a quello della scorsa stagione. È stato anche in testa alla corsa all’inizio fin quando Russell non ha preso le contromisure con la gestione dell’energia, un testa a testa che ha riportato Leclerc nel gruppo. «La nostra macchina va forte in gara, è una cosa positiva: il passo era ottimo e sono contento» dice il monegasco.
La safety ha rimescolato i distacchi, Hamilton che si trovava dietro a Charles ha pagato di più la sosta ai box (la Ferrari ha dovuto effettuare il doppio pit-stop), ma ci ha messo poco per liberarsi di Norris che gli era passato davanti in corsia dei box. Sesto Piastri, mentre gli ultimi punti se li prendono Lawson e Bearman. Due giovani animati da grandi ambizioni: uno di riscatto dopo essere stato tagliato dalla Red Bull, l’altro vuole dimostrare di essere pronto per la Ferrari (viene dal vivaio di Maranello). Ollie è finito davanti a Verstappen, la Red Bull è andata malissimo su un circuito severo come Shanghai: «Tutto quello che poteva andare storto è andato storto: dalla partenza al degrado gomme, al bilanciamento. Abbiamo più problemi di quanto ci aspettassimo».