di
Christian Benna

L’azienda guidata da Roberto Cingolani punta su cybersicurezza, supercalcolo e Ai, per una piattaforma della difesa del futuro che vale 143 miliardi di ordini da qui al 2030

Se davvero Torino è scesa dall’auto (e al di là della crisi le indiscrezioni di Bloomberg secondo cui Stellantis starebbe valutando la cessione di attività in Europa a partner cinesi fanno tremare tutto l’indotto), la città adesso deve chiedersi se vuole davvero salire a bordo dello Spazio, e sopratutto della difesa. Perché ieri i conti «stellari» presentati da Leonardo alzano definitivamente la posta in gioco dell’industria del territorio che già oggi ospita 5.200 mila addetti dell’ex Finmeccanica tra Torino, Caselle e Cameri.

La cybersicurezza

L’azienda guidata da Roberto Cingolani punta su cybersicurezza, supercalcolo e Ai (tutte voci presente nei siti piemontesi, soprattutto a Torino, e spesso in alleanza con la ricerca degli atenei), per una piattaforma della difesa del futuro (e del presente visto che «Michelangelo Dome» sarà usata in Ucraina) che vale 143 miliardi di ordini da qui al 2030



















































Ottocento assunzioni

Per il Piemonte la corsa alla spesa militare, con previsioni globali raddoppiate, da 500 a mille miliardi, si è già tradotto un in forte aumento di vendite all’estero nei paesi del Golfo (nel 2025 il Kuwait vale quasi un miliardo di export, tra cui l’Eurofigher) e in circa 800 assunzioni sul territorio negli ultimi due anni. «Abbiamo realizzato tutto quello che avevamo pianificato nel primo piano industriale, oltre ogni previsione — ha detto Cingolani agli analisti presentando ricavi in aumento da 19 a 30 miliardi —. Disponiamo di tutte le piattaforme, dal dominio terrestre a quello spaziale, navale, aereo. Abbiamo investito molto sul digitale, l’AI e la cybersecurity. Oggi possiamo contare su un vantaggio competitivo che vantano in pochi e siamo in grado di sviluppare prodotti e soluzioni per rispondere alle minacce future». E Torino oggi è al centro di questa strategia che troverà nel caccia del futuro Gcap (il Global Combat Air Programme) il velivolo simbolo delle attività di difesa della multinazionale. «L’auto non va come dovrebbe andare. E gli aerei qualcuno li deve fare — afferma Luigi Paone della Uilm di Torino —. Io sostengo come sindacato che questa industria va sostenuta anche se ovviamente pone interrogativi etici non da poco». 

Un sistema industriale 

Insomma sì alla difesa, ma non investimenti bellici per offendere. Leonardo a Torino è tante cose. Con circa 5.200 addetti nei siti di Torino, Caselle Nord e Sud e Cameri, insieme ai quasi 1.100 addetti di Torino della sua partecipata Thales Alenia Space, l’azienda alimenta una filiera di oltre 400 fornitori locali — di cui l’87% piccole e medie imprese — e genera occupazione per circa 14.500 persone. Un sistema industriale che rappresenta il 30% dell’intera industria hi-tech del Piemonte. «Le cose per il settore vanno molto bene, non c’è dubbio», conferma Enrico Dettori della Fim Cisl e che si attende «un’ ulteriore crescita» visto che la previsione è di un balzo da 62 mila a 75 mila addetti. Intanto c’è l’attività manifatturiera: il programma del caccia Eurofighter Typhoon vive una fase di forte consolidamento, trainata dai nuovi ordini europei (Germania e Spagna su tutti). Gli ordini superano 760 aerei. E a Caselle, dove si produce anche il velivolo tattico Spartana, è pronta a un ulteriore sviluppo in vista dell’arrivo del Gcap. Oltre all’Eurofighter a Torin e Caselle, il sito di Cameri rappresenta il fulcro europeo del programma F-35, essendo l’unica linea di assemblaggio e collaudo finale dei velivoli in Europa. Alle Ogr e in corso Marche poi ci sono tutte le attività di innovazione dove si concentrano buon parte delle nuove assunzioni: 319 negli ultimi due anni, di cui 264 laureati, mentre in fabbrica, a Caselle, gli ingressi sono stati 217.

La filiera cresce

Ugo Bolognesi della Fiom Cgil riconosce la forte crescita in tutta la filiera: «Si parla di migliaia di ingressi tra Leonardo, Avio, Tas e l’ex Microtecnica. Ma se mettiamo sulla bilancia la frenata dell’auto il saldo non è positivo». Oltre alla tecnologia per la difesa, a Torino Leonardo è anche Spazio con la partecipazione in Thales Alenia Space che è il centro di eccellenza per la produzione di moduli logistici e abitabili per stazioni e infrastrutture orbitali. Ma Torino è pronta a decollare con Leonardo?


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13 marzo 2026 ( modifica il 13 marzo 2026 | 15:49)