Seconda puntata di «The Voice Generations»: stessa storia, stesso posto e solita cascata di lacrime. Il rischio glicemia in queste Blind Audition è talmente alto che servirebbe l’insulina nel kit di sopravvivenza del telespettatore, travolto da uno spin-off che trasforma il venerdì sera di Raiuno in un raduno generazionale scivolato in un affare di famiglia quasi totale. Tra un «ti voglio bene mamma» e l’altro, lo studio si popola di padri, figli e madri che si contendono un posto nel team dei coach. Al centro di questo «tric trac» di emozioni svetta una Antonella Clerici di fiori vestita, Cupida catodica che balla la country dance e si fa confidente dei concorrenti. Unica nota stonata, che estendiamo doverosamente a tutte le reti? Far scoccare l’ora X della prima serata alle 21:50: non siamo mica tutti in vacanza. Regina scocciata
Avvolta nella sua proverbiale chioma turchina, Loredana Bertè attraversa questa seconda puntata con l’entusiasmo di chi è rimasto bloccato in un ingorgo sulla Salerno-Reggio Calabria. Si secca per le chiacchiere dei colleghi, parla col contagocce e si gira per così pochi eletti che pare stia cercando l’erede al trono. Quando apre bocca confessa incubi notturni popolati da un Nek che agita la chitarra sulle note di «We are the champions», per poi rifugiarsi nei ricordi proustiani: «Mia nonna era sempre vestita di nero, con quei capelli lunghissimi; si metteva sulla sedia fuori dalla porta di casa e si pettinava per ore. Mi portava a vendere le uova a Catania, nascondeva i soldi nell’orlo della gonna e la sera, quando si cambiava, le vedevi scendere giù tutte, quelle monetine». Un’istantanea d’altri tempi per una regina che stasera ha preferito il mutismo selettivo al piacere della scoperta.
Voto: Uova e sbadigli, 6