di
Mattia Aimola
Per Claudia Sullini, 51 anni, torinese, agente immobiliare negli Emirati Arabi Uniti un viaggio verso l’Italia senza grandi difficoltà: «L’idea generale è tornare. Dubai resta un posto speciale dove vivere»
«Nessuna fuga da Dubai, sono tornata per qualche giorno ma ho già prenotato il volo di ritorno». Claudia Sullini, 51 anni, torinese, agente immobiliare negli Emirati Arabi Uniti, racconta così il suo rientro temporaneo a Torino dopo i giorni di tensione legati alla guerra con l’Iran, che ha avuto ripercussioni limitate anche su Dubai. Una pausa breve, approfittando della chiusura della scuola frequentata dal figlio, prima di tornare alla vita costruita negli ultimi mesi nel Golfo.
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«Sul volo per Milano tanti posti liberi»
Sullini è arrivata in città domenica. «Ho prenotato il volo giovedì, quando hanno comunicato che le scuole avrebbero anticipato le vacanze per Pasqua. Il volo di sabato risultava cancellato e sono partita il giorno dopo». Il viaggio, racconta, si è svolto senza particolari difficoltà. «Si trattava di un volo diretto su Milano. Non era pieno, c’erano parecchi posti liberi. Era un Fly Dubai che ha fatto una rotta diversa dal solito, passando sopra l’Arabia Saudita. Abbiamo impiegato circa un’ora e un quarto in più: sette ore e mezza invece delle solite sei ore e un quarto».
A Dubai con il marito e il figlio di 14 anni
Dalla scorsa estate vive e lavora negli Emirati come agente immobiliare. Prima aveva trascorso sette anni alle Canarie e per sedici anni aveva esercitato la professione di avvocato a Torino. Oggi la sua vita è a Dubai, insieme al marito, che lavora nel marketing, e al figlio di 14 anni.
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«La vita è andata avanti, chiuse solo le scuole»
Negli ultimi giorni anche la città del Golfo ha vissuto momenti di maggiore tensione. «A Dubai la sensazione di sicurezza è sempre stata altissima. Il sistema di difesa contraerea è molto avanzato e ha funzionato. La vita è andata avanti: i driver lavoravano, le consegne funzionavano, l’unica cosa chiusa erano le scuole». Qualcosa però è cambiato. «Negli ultimi giorni si sono visti più detriti e sono arrivati più allarmi che invitavano a stare al riparo. Per chi arriva dall’Europa è una situazione mai vissuta prima».
I messaggi sul telefono: «Stare lontani dalle finestre»
Anche lei ha ricevuto messaggi di emergenza sul telefono dal governo. «In una occasione sono scesa nel parcheggio sotterraneo con i vicini. Il messaggio diceva di stare lontani dalle finestre e di mettersi al riparo. Dopo una decina di minuti è arrivata la comunicazione che si poteva uscire». Una sera ha visto e sentito da vicino gli effetti del conflitto. «Non c’erano missili in cielo come raccontano molti, ma ho visto un detrito cadere nell’area dell’aeroporto. Ho sentito il rumore dello scoppio e poi ho visto una piccola nuvola di fumo nel cielo». I danni, spiega, sono stati limitati: qualche facciata e alcune finestre colpite. «L’unica vittima era una persona in auto, ma considerando quante persone circolano è stato un episodio raro».
«Dubai è un posto speciale dove vivere»
Nonostante la tensione, tra i residenti non si respira l’idea di lasciare la città. «Qualcuno si è allontanato temporaneamente negli ultimi giorni, ma l’idea generale è tornare. Dubai resta un posto speciale dove vivere». Nel frattempo Sullini continua a lavorare anche da Torino, mantenendo i contatti con clienti e investitori. Il conflitto ha rallentato alcuni progetti immobiliari, ma senza provocare crolli dei prezzi. «Non è vero che sono scesi del 30 o 40 per cento. Molte delle offerte circolate erano promozioni legate al Ramadan, con pagamenti più dilazionati. Se ci sarà un calo sarà limitato, forse tra il 5 e il 10 per cento. Ma anche in questo momento il mercato gira, ci sono persone che mi chiamano, chi vuole comprare o chi vuole vendere per avere liquidità».
Il volo per tornare negli Emirati è già prenotato
Nei primi giorni, racconta, le notizie diffuse all’estero hanno dato un’immagine più drammatica della realtà. «Sembrava una caccia al titolo “distruggono Dubai”. In realtà si continuava a lavorare e a uscire. C’è un pregiudizio altissimo. Molti pensano che sia solo il posto dove si va per scappare dalle tasse. In realtà lì vivono famiglie e aziende. Si può vivere anche una vita normale». Per questo il rientro a Torino è solo una parentesi. Il volo per tornare negli Emirati è già prenotato per il 22 marzo. «L’idea è rientrare. La speranza di tutti è che la situazione si risolva presto. I paesi del Golfo sono luoghi pacifici e in crescita».
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14 marzo 2026 ( modifica il 14 marzo 2026 | 13:12)
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