Azzurre deludenti in gigante, ma l’Italia si consola con Trocker campionessa mondiale juniores di slalom

(Flavio Vanetti) Nel sabato dello sci – che a Courchevel annota la cancellazione del primo SuperG maschile a causa di una nevicata che ha reso impossibile pulire in tempo la pista – non c’è stata gloria per le nostre gigantiste, impegnate a Aare (la migliore è stata Asja Zenere, decima), ma non è mancato un altro sorriso declinato di nuovo al femminile. Bisogna però trasferirsi a Narvik, in Norvegia, e uscire dal contenitore della Coppa del Mondo per entrare in quello dei Mondiali juniores. E’ su queste nevi che l’altoatesina Anna Trocker, 17 anni, ha raddoppiato nello slalom il titolo conquistato in gigante giovedì 12 marzo. Anna, originaria di Flè allo Sciliar, non ha vinto, ma ha addirittura stravinto: 2’’29 – un’eternità – lo scarto che tra i rapid gates ha rifilato alla seconda, l’austriaca Leonie Raich; è quasi il doppio rispetto al vantaggio di 1’’37 con il quale tra le porte larghe aveva regolato la statunitense Elisabeth Bocock.
«Sono stata fortunata a partire con il numero 1 nella manche del mattino – spiega l’azzurra -, visto che nella seconda (dove peraltro ha realizzato il quinto tempo, ndr) la neve era molto più difficile. La vittoria in gigante di due giorni fa mi ha regalato molta tranquillità, il fatto di confrontarmi sin dallo scorso mese di dicembre con le più forti nella Coppa del Mondo mi ha aiutato molto a crescere in questo periodo. Chiudo il Mondiale con due ori importanti: il premio più bello penso che sia la partecipazione alle finali di Hafjell fra dieci giorni». Ad maiora: forse l’Italia ha trovato una ragazza per il futuro, soprattutto in una specialità, lo slalom rosa, che da tempo è avara di risultati.
Tornando allo sci dei «grandi», il gigante femminile di Aare – privo dell’olimpionica Federica Brignone, che come ben sappiamo ha deciso di chiudere la stagione dopo la discesa in Val di Fassa – è stato privo di gioie per le nostre, in particolare per Sofia Goggia. Era ottava dopo la manche iniziale (un posto davanti ad Asja Zenere) e anche se il distacco dalla leader di metà gara, la svizzera Camille Rast, era alto (1’’56), la campionessa bergamasca avrebbe potuto ambire a migliorare il piazzamento. Invece Sofia ha affrontato male un passaggio in curva, inclinandosi troppo, e ha saltato una porta.
Ha vinto l’austriaca Julia Scheib che, approfittando del fatto che pure la Rast non ha concluso la seconda discesa, ha abbinato al successo la conquista aritmetica, con una prova residua, della Coppa del Mondo di specialità. Il podio di giornata, invece, è stato completato da Paula Moltzan (Usa) e da Alice Robinson (Nuova Zelanda), colei che domenica 22 marzo contenderà il trofeo del superG a Sofia Goggia, partendo però dal pesante svantaggio di 63 punti. A Aare si è assistito anche alla gran rimonta di Mikaela Shiffrin dopo l’erroraccio nella prima manche: alla fine è stata quinta subito dopo la tedesca Emma Aicher, seconda alle spalle dell’americana nella classifica generale della Coppa del Mondo. Sul fronte azzurro, oltre alla Zenere hanno concluso nelle prime 30 pure Ilaria Ghisalberti (18esima), Lara della Mea (21esima) e Laura Pirovano (23esima): pochi punti in una giornata davvero modesta.