di
Alberto Giulini
Il corteo parte da piazza XVIII dicembre e arriva in piazza Vittorio Veneto. La protesta è anche contro le 18 misure cautelari per i disordini dello scorso autunno
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Partirà da piazza XVIII Dicembre e attraverserà gran parte del centro cittadino il corteo regionale per la Palestina in programma oggi pomeriggio (sabato 14 marzo) a Torino. Saranno diversi i punti simbolici toccati in un percorso che paralizzerà il traffico per diverse ore per il secondo sabato consecutivo.
Le mobilitazioni per Gaza mancavano ormai da mesi, ma appena una settimana fa ha sfilato per le strade del centro il corteo per l’8 marzo, suscitando polemiche per alcuni graffiti lungo i portici. La manifestazione, convocata dal comitato Torino per Gaza dopo l’esecuzione di 18 misure cautelari per i disordini dell’autunno scorso, partirà alle 14.30 da piazza XVIII Dicembre, a pochi passi dalla stazione di Porta Susa. Da corso Bolzano il corteo svolterà in corso Matteotti e poi in via dell’Arsenale per una prima e simbolica tappa a Palazzo Lascaris, sede del Consiglio regionale.
Il serpentone proseguirà dunque per sfilare davanti a Palazzo di Città e raggiungere Porta Palazzo. La manifestazione imboccherà quindi corso Regina Margherita, corso San Maurizio e i Giardini Reali per raggiungere piazza Castello, tappa più delicata per la presenza della Prefettura. Il corteo arriverà poi a destinazione in piazza Vittorio Veneto, percorrendo tutta via Po.
Hanno aderito all’iniziativa regionale più di cinquanta realtà da tutto il Piemonte. Si prospetta una piazza molto variegata, con una composizione che va dal centro sociale Askatasuna fino a sindacati, Fridays for Future e Docenti per Gaza. L’appuntamento di questo pomeriggio segnerà il ritorno di un corteo per la Palestina a distanza di mesi dalle mobilitazioni dell’autunno, quando il sequestro della Global Sumud Flotilla aveva portato in strada decine di migliaia di persone. Il numero di manifestanti atteso oggi sarà di gran lunga inferiore per una giornata di contestazione rivolta al «Board of Peace» e al ddl Romeo contro l’antisemitismo.
Il corteo sarà anche una risposta alle 18 misure cautelari (5 arresti domiciliari e 13 obblighi di firma) per i disordini avvenuti in occasione della mobilitazione autunnale. «Criminale è chi sostiene il genocidio, non chi lotta contro di esso – ribadiscono gli attivisti di Torino per Gaza –. Non vogliamo farci imbavagliare, guardiamo al futuro con voglia di ribaltare questo sistema».
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14 marzo 2026 ( modifica il 14 marzo 2026 | 15:12)
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