Mentre la Bce resta alla finestra, gli interessi sui mutui potrebbero ricominciare a correre. I tassi di mercato lo stanno già facendo: l’Euribor e l’Irs a 10 anni hanno registrato negli ultimi giorni un aumento che, se dovesse consolidarsi, potrebbe riflettersi nei prossimi mesi anche sui tassi applicati dalle banche ai prestiti.
È quanto emerge dall’ultimo rapporto mensile dell’Abi, il cui vicedirettore generale, Gianfranco Torriero, spiega che la crisi in Medio Oriente genera “incertezza”. “In questo momento – dice Torriero – stiamo vedendo come i tassi di mercato, cioè l’Euribor e l’Irs a 10 anni, stanno registrando incrementi”.
Gli ultimi dati mostrano l’Euribor al 2,15%, contro il 2,01 di febbraio, con incremento quindi di 10-15 punti base; e valori non dissimili registra anche l’Irs a 10 anni, che si attesta ora al 3% contro il 2,80 di febbraio. Non si tratta di un rialzo drammatico, ma la situazione non è più quella di qualche settimana fa quando tutti scommettevano su una discesa o al massimo un assestameno dei tassi di interesse sui livelli attuali. “Tutto dipende dalla durata delle tensioni” prosegue il vicedirettore di Abi. “Se ci sarà un riassorbimento della crisi poi i tassi si aggiusteranno” ma la situazione complessiva è “ora di forte incertezza” e se la crisi persisterà “bisognerà valutare nei prossimi mesi l’impatto complessivo”.
“L’incertezza può cambiare lo scenario”
Negli ultimi dati di febbraio elaborati dall’Abi immediatamente prima dell’esplodere delle tensioni si registrava “un segnale positivo su impieghi e raccolta ma oggi – prosegue Torriero – l’incertezza potrebbe cambiare questo scenario, perché c’è la doppia incertezza sulla durata e sulla evoluzione. Nei prossimi rapporti monitoreremo, a seconda di come evolverà il contesto”. Intanto la Bce resta ferma: il temuto (da alcuni) rialzo dei tassi di interesse – che ha un effetto diretto sul costo dei mutui – non sembra in cantiere, almeno per il momento.
Secondo l’Abi a febbraio 2026 il tasso medio sul totale dei prestiti (quindi sottoscritti negli anni) è stato il 3,99%, quindi stabile rispetto al mese precedente. Il tasso medio sulle nuove operazioni di finanziamento alle imprese è sceso al 3,45% (3,53% nel mese precedente; 5,45% a dicembre 2023) mentre quello sulle nuove operazioni per acquisto di abitazioni è sceso al 3,42% (3,45% nel mese precedente; 4,42% a dicembre 2023).