TREVISO – Un uomo di 52 anni e una donna di 48 anni sono stati arrestati con le accuse di violenza sessuale nei confronti di minori, pornografia minorile, detenzione e accesso a materiale pornografico. È successo questa mattina, sabato 14 marzo, a Roma e a Treviso.

Su delega della Procura di Roma, i carabinieri del Nucleo investigativo del comando provinciale di Roma hanno eseguito l’ordinanza emessa dal gip del Tribunale di Roma.

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Le indagini, condotte dal nucleo investigativo di Roma, sono cominciate dopo la denuncia del papà di una delle minorenni coinvolte che ha scoperto lo scambio di materiale pedopornografico tra la mamma della ragazzina e sua ex compagna, e un uomo. Il papà ha riferito che la figlia, mentre era a Treviso a casa della mamma, ha visto nel pc della donna una chat tra lei e un uomo con il quale avrebbe una relazione amorosa. In questa chat, i due si sono scambiati immagini a sfondo sessuale con protagonisti dei minorenni tra cui la stessa figlia della donna e i due cuginetti di 5 e 8 anni. 

Le indagini 

I carabinieri, per andare a fondo della questione, hanno raccolto testimonianze, interrogato la minorenne e analizzato tutto il materiale informatico come, ad esempio, cellulari, computer e tablet che è stato sequestrato nel corso delle perquisizioni eseguite nelle abitazioni di Roma e Treviso. 

Stando alla nota dei carabinieri è stata trovata un’elevatissima mole di foto e video dai contenuti sessualmente espliciti e nelle chat tra i due indagati sono stati «rilevati contenuti di natura pedopornografica incentrati su commenti scambiati tra i due, con riferimento alle foto che ritraevano i minori nelle zone intime del corpo».

Gli abusi sui nipoti

Inoltre, secondo quanto riferiscono i carabinieri, nelle chat sono stati trovati altri commenti «che fanno ipotizzare che i nipoti della donna indagata siano stati costretti a subire attenzioni di natura sessuale dalla zia» come «ripetuti toccamenti nelle zone genitali contemporaneamente videoregistrati e commentati poi con l’indagato». Come sottolineano i carabinieri sono state trovate nel cellulare in uso all’indagato «numerose immagini a contenuto pedopornografico» di minori di 18 anni «in pose sessualmente esplicite».

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