di
Leonard Berberi

L’analisi del «Corriere» sui dati di Cirium. Nel 2026 United Airlines è la compagnia con più aerei, American Airlines è quella che offre più posti, Atlanta resta lo scalo principale. Tutti i numeri

Sono oltre 1.100 le compagnie aeree — grandi e piccole, tradizionali e low cost, con un network domestico o globale — che volano ogni giorno nel mondo e connettono gli aeroporti con oltre 130 mila decolli al giorno. E per quanto uno tenda a pensare più alle grandi aviolinee — da Ryanair a Lufthansa, da American Airlines a Southwest — sono in realtà quelle «regionali» a essere di più come numero: quasi il 60% del totale. Sono alcuni dei numeri che emergono dall’analisi del Corriere per il 2026 sulla base dei dati forniti da Cirium, società di analisi nel settore dell’aeronautica.

Un settore affollato e diversificato

Il trasporto aereo globale — che in questi giorni vive momenti complicati con la guerra in Medio Oriente e il prezzo record del cherosene — resta un «ecosistema» estremamente variegato di compagnie. Le «regionali» (oltre 630) — come SkyWest Airlines negli Usa o Loganair nel Regno Unito — svolgono un ruolo fondamentale nel collegare aeroporti secondari e alimentare gli hub delle grandi compagnie. Seguono le tradizionali (oltre 250), un centinaio più delle low cost, che pure sono molto visibili nel mercato. Resta il nocciolo duro delle aviolinee «leisure» (un’ottantina), specializzate nel traffico turistico e charter.



















































Il ruolo delle compagnie regionali

I vettori regionali raramente finiscono sui giornali (se non per qualche problema ai voli), ma il loro numero evidenzia quanto l’aviazione commerciale sia basata su una rete capillare di collegamenti brevi. Non solo garantiscono gli spostamenti verso gli hub principali — dove ci sono le compagnie tradizionali —, ma anche quelli locali, tra aeroporti che altrimenti non verrebbero mai collegati via aria tra loro.

Le flotte più grandi del mondo

Guardando alla dimensione delle flotte emerge con chiarezza il predominio delle compagnie statunitensi con United Airlines — che guida la classifica —, Delta Air Lines e American Airlines, dotate di flotte con più di mille aerei ciascuna. Anche Southwest Airlines, storica low cost americana, è in alto nella classifica, con 807 velivoli, secondo Cirium. Alle spalle del blocco statunitense compaiono i grandi gruppi cinesi: China Southern (705 aerei), China Eastern (568) e Air China (535). Tra gli operatori europei spicca Ryanair, con 650 aeromobili (tenendo conto di tutte le sue divisioni), mentre nel panorama asiatico avanza la low cost indiana IndiGo (445).

La leadership statunitense

Più aerei significano anche più voli e quindi più «capacità», cioè posti disponibili in vendita durante l’anno. Ma dipende anche dalla capienza media dei velivoli e dal tipo di rete di collegamenti. Ecco perché quest’anno il primato spetta ad American Airlines con 296 milioni di posti (perché i suoi aerei volano molto dentro gli Usa e quindi possono effettuare più frequenze), seguita da Delta Air Lines (257) e United Airlines (242). In quarta posizione si colloca Ryanair, che con 211 milioni di posti si conferma la principale compagnia europea per volume. Chiude la top five Southwest con quasi 193 milioni.

L’avanzata dei vettori asiatici

L’Asia spinge anche su questo fronte. China Southern ha messo in vendita 157 milioni di posti, ma è tallonata da IndiGo (156). Subito dopo si collocano le altre cinesi, China Eastern (145 milioni) e Air China (120). Nella top ten globale compare anche la cileno-brasiliana Latam Airlines con 114 milioni di posti. Se si aggiungono anche Avianca, Gol, Azul e Copa Airlines è la conferma di una domanda in forte espansione nel continente sudamericano.

Dove si vola di più

Con vettori statunitensi ai vertici (su flotta, posti in vendita), non sorprende che proprio gli Usa siano il mercato principale del settore con quasi 1,4 miliardi di sedili offerti quest’anno. Segue la Cina (quasi 1,05 miliardi). Bisogna scendere sotto i 350 milioni per trovare il terzo Paese, il Regno Unito (347 milioni), quindi Spagna (322) e India (311 milioni). Nella top ten compare anche l’Italia con oltre 240 milioni di posti sui voli nazionali, internazionali e intercontinentali.

Gli aeroporti più trafficati

Sul fronte aeroportuale c’è più varietà. Analizzando i posti offerti in partenza nel 2026 emergono alcuni hub globali fondamentali. Atlanta guida la classifica con oltre 63 milioni. Seguono Dubai (61 milioni, ma il dato potrebbe ridursi data la tensione nell’area) e Chicago (oltre 57 milioni). Lo scalo di Istanbul è attorno ai 54,6 milioni, poco sopra Tokyo Haneda (54,5). Il primo aeroporto italiano, Roma Fiumicino, è 37º nel mondo (31,7 milioni).

Le rotte aeree più affollate

Per le rotte più trafficate invece bisogna guardare a Oriente. Quella con più posti offerti sui voli (tenendo spesso conto di tutti gli scali di riferimento di una città) è Seul–Jeju, con 15,1 milioni di sedili nel 2026 (entrambe le direzioni), seguita da Tokyo–Sapporo (14,6 milioni) e Tokyo–Fukuoka (12,7 milioni). Si resta in Asia anche per le successive due tratte: Saigon–Hanoi (12,6 milioni) e Pechino–Shanghai (11,6 milioni). Quindi Los Angeles–San Francisco (11,1 milioni). Completano la top ten Riyadh–Gedda, Melbourne–Sydney, Delhi–Mumbai e Tokyo–Okinawa.

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15 marzo 2026