di Dott.Amal

È molto da Novecento farsi sempre trasportare dalla carrozza, dall’automobile, dal tranvai, dal treno. Ma non è questa la legge di Natura

Amalia Moretti Foggia, pediatra, scrive sotto numerosi pseudonimi che cambia a seconda dei contenuti. In particolare cura per la Domenica del Corriere due rubriche: La parola del medico, che firma Dott. Amal, e Tra i fornelli, quella di maggior successo, firmata Petronilla. Abbiamo scelto
due esempi della sua produzione generosa

«Deambulare necesse est; è necessario camminare, se si vuol godere appieno quel gran bene che è una salute perfetta!
Ma tu, la compi, ogni giorno, la tua indispensabile camminata? E quanto è lunga?
Tutto il giorno lo passi lavorando ritto sulle gambe, né mai ti siedi; e pertanto ti senti sempre molto stanco?
Ma quel tuo non è camminare; ricorda: è reggerti in piedi!
E tu percorri ogni giorno la strada che, da casa, ti porta all’ufficio?
Ma quel tuo breve camminare non basta, ricorda, a soddisfare i tanti bisogni del tuo corpo!
E tu, essendo lunghe le distanze, devi farti sempre trasportare, per poter compiere il lavoro della tua giornata?
Ma limita il tuo lavoro, in questo caso, giacché non devi tener le gambe sempre in ozio; ma con esse devi camminare.
Una legge di Natura infatti ammonisce: «Ad ogni organo del tuo corpo, io ho assegnato il suo ufficio speciale, ed i suoi vari lavori da compiere; ed è solo dal concorde assieme dei mille lavori dei suoi mille organi che può venire al tuo corpo quel bene supremo che a piene mani io gli largisco, quel gran bene che è la salute. Ma se, non ligio ai miei comandamenti, uno solo fra i tuoi organi dovesse o non lavorare, o poco lavorare, il pieno accordo verrebbe allora a difettare; il giusto equilibrio a spezzarsi; e la perfetta salute a mancare».
Così dice, ammonisce, minaccia la Grande Madre.
Non scordare, dunque, l’ammonimento, ma tienilo sempre presente; ed ogni sera, prima di coricarti, fa’ il tuo bilancio sul camminare che hai fatto durante la giornata; e promettiti di correre ai ripari il giorno appresso, qualora ti sia trovato… in «deficit».



















































Vuoi la salute? Alzati, cammina. Fa bene anche alla psiche e all’anima

So quanto si apprezzino i comodacci del lavoro sedentario; e quanto si trovi dolce oziare per ore in poltrona ed al caffè; e molto allettante, e molto anche… novecento farsi sempre trasportare dalla carrozza, dall’automobile, dal tranvai, dal treno. Comodo, invero, e dolce, ed allettante, e assai… moderno, ma… quanto contrario a ciò che esige la sovrana Natura!
Osservati, infatti, mentre cammini. Osserva come tutti i muscoli del tuo corpo siano allora in moto, tutti, da quelli delle gambe a quelli dell’addome, del petto, del collo e delle braccia che, in modo uniforme, tu sempre dondoli, sia pure impercettibilmente, mentre marci.
Camminando, tu compi dunque una ginnastica regolare, uniforme, completa, mite, non mai violenta, ma adatta, ma necessaria, anzi, al tuo organismo di bipede terrestre, destinato a camminare con le sue due gambe; e non a correre; e non a volare; e non a farsi troppo, e soprattutto sempre, trasportare.
Ginnastica necessaria, giacché, mentre cammini, più lavora, lievemente sudando, la tua pelle; più forte e fondo respirano i tuoi polmoni; più lesto scorre nelle tue vene il sangue; e più attivato è così il tuo ricambio organico; cioè il continuo portar ossigeno al tuo sangue, e quindi al tuo corpo, da parte dei tuoi polmoni; ed il continuo eliminare, attraverso pelle e polmoni, i materiali tossici di mano in mano accumulati nel tuo sangue, nel tuo corpo, e che sono le stesse scorie della tua stessa vita.
Ginnastica necessaria giacché, mentre cammini, sempre e in modo alterno anche si contraggono e si rilasciano le larghe fasce muscolari che formano la parete anteriore del tuo addome. E poiché, subito dietro quella sottile parete, sta in complicato groviglio la gran massa del tuo intestino, ch’è lungo sette metri e ch’è sempre ricolmo di materiali da espellere, così più camminerai, più contrarrai quelle larghe fasce; più esse premeranno il sottostante intestino; e più verrà esso eccitato a vuotarsi senza bisogno di pillole, di polveri, di pozioni e di simili intrugli. 
Ginnastica necessaria anche alla tua psiche, alla tua anima, alla tua mente. Nel cervello è, infatti, la zona psico-motoria; cioè in esso si trovano riuniti (e nella zona stessa) il centro della psiche, dell’anima, della mente, e il centro del moto; sì che l’uno sempre influenza l’altro. Camminando, spesso infatti si calmano i nervi sovraeccitati; e spesso anche sfuma l’ira che arrovella l’anima e si mitiga il dolore che lacera il cuore. Camminando (specie per campi e prati) i poeti hanno sempre le più sublimi loro ispirazioni e i geni le loro idee più luminose. Camminando nei boschi e fra l’infuriar della tempesta, Beethoven ebbe infatti lo spunto delle sue mirabili sinfonie; e solo camminando fra i templi d’oro dell’Acropoli, Platone ed i peripatetici discutevan di filosofia.
Ginnastica, insomma, necessaria, e che ogni giorno, e che con la dovuta regolarità deve venire sempre compiuta, giacché altrimenti… Non ti ho detto che, in questo caso, la Natura sovrana minaccia, e che non indarno minaccia chi non segue il suo volere?
Ben dolorosi, e talvolta gravi, sono infatti i malanni che colgono chi non vuol saperne di camminare!

Senza uova, senza burro e anche senza zucchero: una torta per questi tempi

di PETRONILLA 
Si può allestire, e molto alla svelta, una torta squisita e dolcissima anche senza uova, anche senza burro, e persino senza zucchero, purché…
Purché, avendo in famiglia o vecchi o bambini, si possa disporre di marmellata tesserata e purché (campagnola) si possa aver farina bianca o purché se ne possa ottenere in cambio di pane, dal proprio fornaio.
Se, dunque, avendo la marmellata e la farina voleste, una volta tanto, far gioire i vostri ragazzi…
Versate 250 gr. di farina in una bacinella; aggiungete una bustina di lievito secco; mescolate ben bene; e a poco a poco impastate con circa ¼ di latte (o di acqua e latte o in polvere o condensato) fino ad ottenere una pastella fluidetta.
Unite 200 gr. di qualsiasi marmellata, 1 cucchiaio di uvetta (se l’avete), dopo averla rammollita in acqua calda, e un pizzicone di quei semi di anice che vendono i droghieri.
Mescolate ben bene tutto insieme; versate in una tortiera (od in una teglia); ponete in forno già caldo o incoperchiate e ponete tra brage ardenti; e dopo mezz’ora avrete una torta rigonfia, soffice, dolcissima; una torta che, sebbene senza uova, senza zucchero e senza burro, farà correre tutti quanti, con il pensiero, a quel famoso «pan di Spagna» del… tempo che fu!

15 marzo 2026 ( modifica il 15 marzo 2026 | 18:19)