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Redazione online
Il modello è MQ-9A «Predator», prodotto dalla società statunitense General Atomics
L’attacco alla base di Ali al Salem ha colpito uno degli assetti operativi principali del contingente italiano. Si tratta di un velivolo essenziale per la continuità delle operazioni internazionali, motivo per cui era ancora schierato in territorio kuwaitiano.
È un drone a medio-alta quota e lunga autonomia utilizzato per missioni di sorveglianza, ricognizione e raccolta di informazioni a sostegno della coalizione internazionale impegnata nel contrasto al gruppo jihadista Stato islamico. Il modello è MQ-9A «Predator», prodotto dalla società statunitense General Atomics, ha un valore stimato di circa 30 milioni di dollari per il solo velivolo, cifra che puo’ superare i 35 milioni includendo sensori, sistemi di comunicazione e infrastrutture di controllo a terra.
L’MQ-9A Predator rappresenta uno dei principali strumenti di intelligence, sorveglianza e ricognizione (Isr) a disposizione delle forze italiane nel teatro mediorientale. Il drone e’ progettato per operare a medio-alta quota per lunghi periodi, con un’autonomia che può superare le 24 ore di volo continuativo e una quota operativa che raggiunge circa 15 mila metri.
Grazie ai sensori elettro-ottici e infrarossi di cui e’ dotato, il velivolo consente di effettuare monitoraggio costante del territorio, identificazione di obiettivi e raccolta di dati di intelligence, fornendo informazioni in tempo reale ai comandi della coalizione e alle unita’ operative sul terreno.
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Proprio per queste caratteristiche il drone distrutto nell’attacco rappresentava un assetto importante per il mantenimento della consapevolezza situazionale e della sorveglianza aerea nell’area, motivo per cui era rimasto schierato nella base di Ali al Salem anche dopo il parziale alleggerimento del dispositivo italiano avvenuto nei giorni scorsi per ragioni di sicurezza. La base kuwaitiana costituisce infatti uno dei principali hub operativi della coalizione internazionale nel Golfo e ospita assetti aerei statunitensi e alleati impiegati nelle attivita’ di sicurezza regionale e nel supporto alle operazioni contro le reti jihadiste attive tra Iraq e Siria.
15 marzo 2026 ( modifica il 15 marzo 2026 | 17:31)
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