di
Carlos Passerini

Un gol di Isaksen nel primo tempo punisce un Milan spento: vince la Lazio, l’Inter «guadagna» un punto e va a +8, i rossoneri alzano bandiera bianca nella corsa scudetto

Ma quale rimonta, quale scudetto. Il Milan fallisce la missione e, anziché approfittare del pari di ieri dell’Inter per accorciare il distacco a 5 punti, lo allarga a 8. Un solco di nuovo enorme, a 9 giornate dalla fine. Difficile pensare di recuperarlo. Di sicuro è impossibile giocando così. Giusto, anzi doveroso sottolineare i meriti di una Lazio nella versione forse migliore della stagione, piena di orgoglio e di assenze, trascinata da un Olimpico eccezionalmente esaurito, ma il flop dei rossoneri non ha giustificazioni: non nella partita che avrebbe potuto riaprire il campionato.

Poche idee, troppi errori. Clamoroso quello di Estupinan, che solo una settimana prima era stato l’uomo del derby, il volto copertina della notte dell’illusione: sul gol di Isaksen che decide la partita ha responsabilità enormi, si fa incenerire sullo scatto come un dilettante. Il resto lo ha fatto un attacco invisibile, con Pulisic e Leao ancora una volta irriconoscibili. 



















































Rafa è uscito arrabbiato con Allegri («mister lasciami, su, mancano 20 minuti») ma la verità è che la sua partita era durata anche troppo. L’assenza per squalifica di Rabiot ha inciso. Ma non può bastare a spiegare una prestazione collettiva così negativa, nella notte più importante. Cade anche l’imbattibilità esterna del Diavolo, dopo 14 partite. «Abbiamo sbagliato tanto, ora resettiamo, dobbiamo essere realisti e concentrarci sul nostro obiettivo che è tornare in Champions» ha ammesso Allegri a fine partita, amaro, per poi perdonare Leao: «Sono cose che succedono».

Nelle ore precedenti alla grande occasione, prima sul volo da Malpensa e poi nell’hotel del ritiro in zona Gianicolense che ha ospitato la squadra, Max aveva insistito col suo slogan: «Calma». L’hanno preso fin troppo sul serio, viene da dire col senno di poi. Il piano era chiaro: evitare di alzare la pressione. Ma forse è successo il contrario: Milan mai davvero in partita. Tatticamente c’era da rimpiazzare Rabiot, l’unico vero indispensabile di questa squadra, come dimostrano le statistiche: col francese titolare 2,5 punti di media a partita, che crollano a 1,5 in sua assenza. La sua mancanza si è sentita eccome. La scelta è ricaduta su Jashari: fin qui i 35 milioni investiti per lui in estate per prenderlo dal Bruges sono sembrati eccessivi e ieri se ne è avuta l’ennesima conferma.

L’Olimpico è pieno come non si vedeva da un pezzo. Il pubblico biancoceleste, gemellato da quarant’anni con gli interisti, solo per stavolta ha interrotto lo sciopero del tifo contro il presidente Lotito che dura da settimane e andrà avanti fino a fine stagione. Nulla però che giustifichi la scritta choc apparsa sul muro di una chiesa nel quartiere di Montesacro: «Solo qui sei benvenuto… coi piedi davanti». Il clima infatti è elettrico, anche se la Lazio è indietro in classifica. Sono in molti ad avere però un conto in sospeso personale, come Maldini, che Sarri trasforma per l’occasione in centravanti: cresciuto nel settore giovanile rossonero, nipote di Cesare e figlio di Paolo, vuole lasciare il segno. Non farà gol, ma il suo contributo si farà sentire.

Parte meglio la Lazio, col Milan che come al solito si mette sulla difensiva. Lento, troppo lento. La traversa di Taylor anticipa il gol Isaksen, che prende il tempo in velocità a Estupinan facendogli fare una figuraccia. Gol evitabile. Nel secondo tempo la sceneggiatura non cambia. Quando i rossoneri ci provano, il 21enne portiere Motta è sempre all’altezza: da applausi.

 Estupinan rischia l’autogol su uno strampalato retropassaggio di testa: non è serata. Leao esce inferocito, Allegri prova a consolarlo, ma Rafa non ci sente e in panchina prende a calci una bottiglietta d’acqua: almeno la centra. Finisce con Sarri espulso per proteste e osannato da un Olimpico di nuovo innamorato. L’altoparlante spara Battisti, con i Giardini di marzo. Rifioriti per la Lazio, solo per la Lazio.

15 marzo 2026 ( modifica il 15 marzo 2026 | 23:27)