di
Stefano Montefiori

Primo turno in 35 mila Comuni. Testa a testa con i lepenisti a Marsiglia. L’estrema destra favorita a Nizza

DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
PARIGI – Sinistra avanti a Parigi e nelle altre grandi città, estrema destra favorita a Nizza e Perpignan, il candidato presidenziale centrista Edouard Philippe largamente in testa a Le Havre e quindi sempre in corsa per l’Eliseo, a dispetto dei sondaggi negativi. I risultati iniziali del primo turno delle elezioni municipali danno qualche indicazione su chi sarà sindaco dei quasi 35 mila comuni francesi, e offrono materia per manovre politiche che andranno ben al di là del secondo turno di domenica prossima, verso le elezioni presidenziali del 2027. 

Nello scontro più importante, a Parigi il socialista Emmanuel Grégoire arriva ampiamente in testa (intorno al 38% secondo le proiezioni) davanti alla candidata della destra gollista, l’ex ministra della Cultura Rachida Dati (circa 25%), il candidato macronista Pierre-Yves Bournazel (12%) e l’esponente dell’estrema sinistra della France insoumise, Sophia Chikirou (12%). Se questi quattro candidati sono sicuri di superare la soglia del 10% e di qualificarsi per il secondo turno, a tarda sera era ancora incerta la situazione di Sarah Knafo, la candidata dell’estrema destra (Reconquête) in bilico tra il 9 e il 10%. Mai entrato in partita Thierry Mariani, l’uomo del Rassemblement national di Marine Le Pen e Jordan Bardella, che a Parigi raccoglie sempre pochissimi voti.



















































I socialisti di Emmanuel Grégoire sembrano quindi favoriti per conservare la capitale che governano da 25 anni con i sindaci Bertrand Delanoë e Anne Hidalgo. L’alternanza di destra con Rachida Dati sembra complicarsi, ma qui entrano in gioco le possibili alleanze e desistenze per il secondo turno, interessanti per il gioco politico su scala nazionale. Se Knafo dovesse riuscire a qualificarsi per il secondo turno, potrebbe rinnovare l’appello all’«unione delle destre», ritirarsi e offrire i propri voti a Rachida Dati, che potrebbe tornare in corsa e cercare un accordo anche con i macronisti, con i quali peraltro era al governo fino a poche settimane fa. A quel punto diventerebbero decisive le manovre a sinistra, che sono già cominciate ieri sera: Sophia Chikirou della France insoumise ha detto di aspettare la telefonata del socialista Grégoire per un accordo «che sbarri la strada alla destra e all’estrema destra con un fronte antifascista. Altrimenti resterò in corsa», con il rischio di fare perdere Grégoire.

Allearsi o meno con l’estrema sinistra della France insoumise per sbarrare la strada all’estrema destra sarà uno dei punti chiave dei prossimi giorni, una specie di prova generale di quel che potrebbe succedere alle elezioni più importanti, quelle del 2027 che dovranno scegliere un nuovo presidente della Repubblica al posto di Emmanuel Macron e una nuova Assemblea nazionale, magari non bloccata come l’attuale. E Raphaël Glucksmann del movimento Place publique, uno dei candidati più credibili della sinistra moderata, ieri sera ha ribadito il suo no a qualsiasi accordo con la France insoumise di Jean-Luc Mélenchon: «Non sosterremo alcun candidato che abbia l’appoggio della France insoumise».

A Marsiglia, dove il sindaco socialista uscente Benoît Payan è minacciato dal lepenista Franck Allisio, potrebbero essere decisive le scelte del melenchonista Sébastien Delogu. La posta in gioco per ora sono i municipi, ma gli sguarda sono già rivolti all’Eliseo. 

15 marzo 2026 ( modifica il 15 marzo 2026 | 23:18)