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«La disgustosa guerra degli Usa e di Israele contro l’Iran ha effetti catastrofici sull’economia mondiale e, secondo l’Agenzia internazionale per l’Energia, potrebbero essere i più gravi della storia. Ho studiato decenni fa come uno shock petrolifero possa essere terribile, e ci stiamo dirigendo verso qualcosa di terribile, a meno che non si metta fine alla loro guerra». L’economista americano Jeffrey Sachs a Roma per l’inaugurazione della nuova sede dell’Università per la Pace dell’ONU (UPEACE) – che celebra il quarantacinquesimo anniversario – ha ben pochi dubbi sugli effetti per l’economia mondiale. Già adesso ha già fatto una prima vittima, l’Europa, destabilizzando ulteriormente una situazione già molto precaria. 

APPROFONDIMENTI

«La guerra in Ucraina – ha spiegato – avrebbe dovuto concludersi diplomaticamente anni fa, ma troppi volevano continuare a combattere e il risultato è che l’Europa ha perso le entrate fiscali derivanti dall’energia a prezzi accessibili, e ora paga il gas naturale molto di più.

In questo frangente l’industria tedesca, così importante per l’economia europea, è in declino. E poi c’è la concorrenza della Cina. Per farla breve, a mio parere, l’Europa subisce troppi shock e non ha una strategia adeguata; ogni round di sanzioni che viene imposto è un terribile autogol. Questo porterà a un altro declino dell’industria europea». Cosa dovrebbe fare l’Europa è assai chiaro a Sachs: «dovrebbe dire agli Usa di fermarsi, di fermare questa guerra in Iran, che fa danni in tutto il mondo». Così entra in gioco la diplomazia, un’arte che sembra essere finita in ombra. 

L’economista non è un caso se è arrivato a Roma per sostenere con la sua presenza l’università della pace dell’Onu. «I diplomatici devono essere formati. Le persone devono imparare a riconoscere quando le idee sono solo idee. La pace attraverso la forza non è intelligente. Non lo era nemmeno duemila e trecento anni fa. L’Università della Pace è un’iniziativa globale unica, dobbiamo davvero sostenerla».

L’ateneo che ha una nuova sede a Palazzo Falletti, nel cuore del quartiere Monti a Roma, ha nel frattempo presentato AI4Peace, si tratta del primo Simposio Globale Biennale dedicato al ruolo dell’Intelligenza Artificiale nella costruzione, promozione e difesa della pace, in collaborazione con l’Accademia pontificia per la Vita e la Pontificia Università Lateranense attraverso il cardinale Baldassarre Reina che ieri ha mandato i saluti.

«Vogliamo formare le nuove generazioni a una visione critica e consapevole delle sfide globali» ha sostenuto il rettore dell’UPEACE, Francisco Rojas. Istituita con la Risoluzione 35/55 dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 1980, l’ateneo conta nel mondo oltre 7 mila studenti provenienti da più di 120 paesi, e un corpo docente composto da circa 130 esperti internazionali. La sede di Roma – seconda sede ufficiale dopo il Costa Rica – è dedicata allo studio dell’impatto dell’Intelligenza Artificiale tra geopolitica ed etica, con particolare attenzione alle trasformazioni sociali, economiche e culturali.