di
Chiara Maffioletti
Impegnato nel doppio ruolo di due gemelli nel film rivelazione «I peccatori», l’attore ha ringraziato i genitori e gli afroamericani che lo hanno preceduto su quel palco, da Denzel Washington a Hallle Berry
Ha battuto Leonardo DiCaprio e Timothée Chalamet e quando Adrien Brody ha pronunciato il suo nome, il Dolby Theatre di Los Angeles è esploso in una ovazione. Ma quella di Michael B. Jordan con «I peccatori» è una vittoria costruita in oltre 20 anni. Il premio più prestigioso di tutti è arrivato dopo aver interpretato non un ruolo ma due: i gemelli Smoke e Stack nell’horror soprannaturale ambientato nel Mississippi degli anni ’30, film che aveva ricevuto il record di 16 nomination, vincendone poi quattro.
Tra cui quella di Jordan. Teyana Taylor, candidata come attrice non protagonista per «One Battle After Another», pur essendo a fianco a DiCaprio (e la sua compagna, nel film), si è unita all’ovazione, applaudendo vigorosamente, in piedi, e urlando: «Sì!». Insomma, Hollywood ha definitivamente consacrato Jordan, che nel ricevere il premio ha voluto ringraziare in primo luogo chi lo ha preceduto. Sesto uomo nero a vincere il premio come miglior attore protagonista, Jordan ha voluto ringraziare «Denzel Washington, Will Smith, Forrest Whitaker, Jamie Foxx, Halle Berry (all’elenco manca Sidney Poitier, che fu il primo ad alzare la statuetta nel 1963). Sto qui grazie alle persone che mi hanno preceduto... e stare tra quei giganti, tra quei grandi, tra i miei antenati, tra i miei ragazzi è incredbile. Grazie a tutti quelli in questa stanza e a tutti a casa che mi hanno supportato durante la mia carriera».
Definito da People «l’uomo più sexy del mondo» nel 2020, Jordan, 39 anni, ha voluto condividere l’Oscar con sua madre, Donna, che ha abbracciato il figlio quando ha sentito il suo nome e a cui poi lui ha ricordato gli inizi difficile. E suo padre Michael A. Jordan, venuto dal Ghana.
Il suo secondo nome, Bakari (Michael Bakari Jordan), deriva dallo swahili e significa «nobile promessa». Una promessa oggi definitivamente mantenuta, dopo una carriera iniziata quando era solo un bambino, quando ha iniziato a recitare in alcune pubblicità. Le prime apparizioni televisive sono alla fine degli anni Novanta, in serie come rdan comincia la carriera con piccoli ruoli televisivi alla fine degli anni ’90. Tra le prime apparizioni «I Soprano» e «Cosby», ma per arrivare al primo ruolo importante bisogna aspettare il 2013, quando proprio Ryan Coogler lo sceglie per recitare in «Fruitvale Station», film che racconta l’ultimo giorno di Oscar Grant, giovane afroamericano ucciso dalla polizia nel 2009.
Per Jordan è un primo successo di critica oltre che un incontro, quello con il regista Coogler, che si rivelerà determinante. Il successo commerciale arriva due anni dopo, con «Creed», dove Jordan interpreta Adonis Creed, figlio di Apollo Creed: Jordan torna anche nei sequel «Creed II» e «Creed III», che segna anche il suo debutto alla regia. La scia di successo prosegue poi con «Black Panther», in cui veste i panni del cattivo Erik Killmonger: anche questo film, considerato non solo un successo al botteghino con oltre 1,3 miliardi di dollari di incasso, ma un evento culturale, è diretto da Ryan Coogler, con cui si conso
16 marzo 2026 ( modifica il 16 marzo 2026 | 07:48)
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