di
Andrea Rinaldi
A maggio l’assemblea per varare l’aumento di capitale e l’avvio dell’Ops che durerà 4 settimane
Andrea Orcel rompe gli indugi in Germania e lancia un’offerta pubblica volontaria di scambio su Commerzbank. L’offerta di UniCredit è finalizzata a superare la soglia del 30% prevista dalla normativa tedesca in materia di offerta pubblica di acquisto nonché «a favorire, nelle prossime settimane, un confronto costruttivo con Commerzbank e con i suoi principali stakeholder», recita una nota dell’istituto di credito.
L’Ops – cioè carta contro carta – sarà formalmente avviata all’inizio di maggio, con un periodo di adesione di quattro settimane. Sempre a maggio UniCredit convocherà un’assemblea straordinaria per vagliare l’ok all’aumento di capitale a servizio dell’operazione. L’obiettivo della mossa è lo stesso ceo a spiegarlo in conference call con gli analisti: non è quello «di acquisire il controllo di Commerzbank» ma avviare «un dialogo costruttivo» con l’istituto tedesco «e con tutti gli stakeholder», precisa il ceo di Piazza Gae Aulenti. UniCredit, aggiunge il banchiere, «intende superare la soglia del 30% prevista dalla normativa ma» per farlo era necessario «lanciare un’offerta pubblica volontaria che» come prevede la normativa tedesca, «fosse rivolta al 100% delle azioni». Tuttavia, ha precisato il ceo, «non è previsto il superamento significativo della soglia del 30%». Il manager, sulla tempistica dell’operazione, ha spiegato come questo fosse un buon momento per «gestire la situazione in modo proattivo», anziché rimanere in una situazione passiva. Salire con un’ops le consentirebbe di evitare di aggiustare costantemente la propria partecipazione per rimanere al di sotto della soglia d’Opa in ragione del programma di acquisto di azioni proprie in corso da parte di Commerzbank. «Quando l’offerta sara’ conclusa noi saremo liberi di comprare azioni sul mercato come ogni altro investitore senza limiti e senza la necessita’ di lanciare un’ulteriore offerta», ha concluso l’ad. UniCredit detiene attualmente una partecipazione diretta di circa il 26% in Commerzbank e un’ulteriore esposizione di circa il 4% tramite total return swap. La banca di Piazza Gae Aulenti può inoltre contare su 5 miliardi di capitale in eccesso.
L’offerta sulla banca tedesca
Il rapporto di cambio dell’offerta sarà determinato da BaFin (Bundesanstalt für Finanzdienstleistungsaufsicht, l’organismo di controllo delle banche tedesche) nei prossimi giorni sulla base del prezzo medio ponderato per i volumi (Vwap) degli ultimi tre mesi delle azioni Commerzbank e UniCredit. «Ci aspettiamo – aggiunge la nota – che il rapporto sia pari a 0,485 azioni UniCredit per ciascuna azione Commerzbank, che corrisponde ad un prezzo di 30,8 per azione Commerzbank, ovvero un premio del 4% rispetto al prezzo di chiusura del 13 marzo 2026». Un premio in verità un po’ basso e che non nasconde le ragioni dietro al blitz: salire per aprire un dialogo con il governo tedesco (azionista con il 9% dell’istituto di Francoforte) che finora si è dimostrato piuttosto freddo a un merger, anche se in certi momenti non sono mancati apparenti spiragli di apertura. A dicembre infatti la ceo di Commerz, Bettina Orlopp, aveva detto in una intervista alla Welt am Sonntag «deve presentare un’offerta: la palla è nel loro campo», riferito al fatto che Unicredit potesse voler costruire un ruolo diverso.
Commerzbank è la quarta più grande banca della Germania, alle spalle di dopo la Deutsche Bank, DZ Bank e KfW. Fondata nel 1870 ad Amburgo, ha oggi il suo quartier generale a Francoforte sul Meno. Unicredit entrò per la prima volta nel capitale di Commerz nel settembre del 2024.
Il controllo e i dividendi
UniCredit è tuttora in attesa dell’approvazione del programma di acquisto di azioni proprie 2025, per un importo pari a 4,75 miliardi, da parte dell’assemblea degli azionisti prevista per il 31 marzo, nonché della relativa autorizzazione della Bce. Il programma di acquisto di azioni proprie sarà avviato successivamente alla chiusura del periodo di adesione all’Offerta e dipenderà dal livello finale di adesioni alla stessa. Non vi è alcun impatto sulla politica dei dividendi di UniCredit. Qualora, come previsto, UniCredit non acquisisca il controllo di Commerzbank, l’impatto finanziario sul capitale sarà minimo. «Il consiglio di amministrazione di UniCredit ritiene che l’Offerta rappresenti una misura ragionevole e pragmatica, priva di svantaggi, tenendo conto che la partecipazione detenuta continua a rappresentare una significativa creazione di valore, indipendentemente dal superamento o meno della soglia del 30% tramite l’Offerta».
Nuova app L’Economia. News, approfondimenti e l’assistente virtuale al tuo servizio.
SCARICA L’ APP

Iscriviti alle newsletter de L’Economia. Analisi e commenti sui principali avvenimenti economici a cura delle firme del Corriere.
16 marzo 2026 ( modifica il 16 marzo 2026 | 10:31)
© RIPRODUZIONE RISERVATA
