di
Carlotta Lombardo

Paolo Berdini, 82 anni, cacciatore, è indagato per la morte di Grigorev Vladislav Sergevich, cittadino russo di 43 anni, collaboratore di un maneggio della zona. La vittima si era lamentata degli spari

Si era lamentato per il fastidio arrecato ai cavalli che si trovano nel vicino maneggio dove stava avvenendo la caccia. Così avrebbe cercato di togliere il fucile dalle mano di uno di loro e, nei frangenti di quella colluttazione, sarebbe accidentalmente partito un colpo che lo ha colpito  alla gola, uccidendolo.

È morto così, sabato mattina, nella campagna di Montegranaro, in provincia di Fermo, Grigorev Vladislav Sergevich, cittadino russo di 43 anni, collaboratore di un maneggio in una struttura turistica della zona, colpito a morte da Palmiro Berdini, 82 anni, cacciatore operatore faunistico e Guardia volontaria venatoria. 



















































Un colpo forse partito in maniera accidentale, almeno secondo la versione fornita dall’anziano che, interrogato in Procura, avrebbe riferito di «non avere nemmeno il dito sul grilletto». L’uomo ora è indagato per omicidio volontario ma l’accusa potrebbe presto essere derubricata in omicidio colposo.

Interrogato in Procura, Berdini – 82 anni, originario di Monte Urano – ha raccontato che stava partecipando a una battuta di caccia alla volpe insieme a cinque compagni. Poco dopo le 8, Sergevich lo avrebbe avvicinato. La vittima si era lamentato degli spari dei cacciatori che spaventavano i cavalli nella struttura e avrebbe tentato di strappare il fucile dalle mani dell’82enne: nei frangenti di quella colluttazione, secondo quanto ricostruito dai carabinieri, sarebbe accidentalmente partito un colpo che ha colpito il 43enne alla gola, uccidendolo. 

Dopo la tragedia, Berdini, assistito dagli avvocati Andrea Andrenacci e Rossano Romagnoli, si era recato in procura a Fermo ed era stato interrogato per due ore dalla pubblico ministero Marinella Bosi, spiegando che si era trattato di un fatto accidentale; lui stesso avrebbe chiamato i soccorsi del 118 e i Vigili del fuoco. La centrale ha anche allertato l’elisoccorso, ma poco dopo la richiesta è stata annullata. Per l’uomo colpito dal proiettile, infatti, non c’è stato nulla da fare. I soccorsi non hanno potuto fare altro che constatarne il decesso.

Ora il reato potrebbe essere derubricato in omicidio colposo. Sono in atto ulteriori accertamenti da parte degli inquirenti per ricostruire l’esatta dinamica.

16 marzo 2026 ( modifica il 16 marzo 2026 | 13:14)