Il punto serale sulle notizie del giorno
Iscriviti e ricevi le notizie via email
Ogni attore sogna la notte degli Oscar. Eppure ce n’è uno che, nonostante abbia vinto la sua terza statuetta, ha disertato la premiazione. Dopo aver già saltato due appuntamenti della stagione – e dopo aver dichiarato pubblicamente di voler fondere le sue statuette per farne proiettili da inviare in Ucraina – Sean Penn non si è presentato al Dolby Theatre, dove avrebbe dovuto ritirare il premio come migliore attore non protagonista per “Una battaglia dopo l’altra“. Ad annunciare la sua vittoria è stato Kieran Culkin, che ha dichiarato: «Penn non è qui con noi perché non ha potuto o non ha voluto, quindi ritirerò io il premio al suo posto».
APPROFONDIMENTI
Il motivo
Secondo quanto detto al New York Times da persone a conoscenza dei progetti dell’attore, Sean Penn sarebbe al momento in viaggio in Europa diretto probabilmente in Ucraina. Le fonti del Times non hanno saputo confermare l’itinerario dell’attore o quando, se effettivamente andrà in Ucraina, sarà la visita.
L’assenza (prevedibile)
La sua assenza era già nell’aria.
La sua ‘award season’ è stata segnata da assenze e imprevedibilità: ai Golden Globe ha fumato dentro il Beverly Hilton Hotel, dove ha perso contro Stellan Skarsgård e poi ha inanellato due vittorie – Actor Award e Bafta – senza essere presente a ritirarle. Una perdita per gli Oscar, soprattutto in questo momento storico. Penn è noto per discorsi intensi, politici, imprevedibili, e per momenti live che hanno segnato la storia dell’Academy. Come quando vinse per ‘Milk’, il film dedicato all’attivista Harvey Milk: dal palco invitò chi aveva sostenuto il divieto al matrimonio gay in California a riflettere sulla propria eredità morale e a cambiare idea. Tra i momenti più discussi c’è anche quello in cui, prima di annunciare Alejandro González Iñárritu come vincitore per ‘Birdman’, rubò la scena con una battuta destinata a dividere: «Chi ha dato la green card a questo figlio di pu**ana?». Il riferimento al permesso di soggiorno gelò per un istante la platea, che poi si sciolse in una risata collettiva insieme allo stesso Iñárritu, di origini messicane. «Probabilmente l’anno prossimo il governo irrigidirà le regole sull’immigrazione per la cerimonia degli Oscar, soprattutto per i messicani», rispose il regista con ironia, chiarendo subito che non c’era alcuna offesa: la loro amicizia risale ai tempi di ’21 grammi’. Indimenticabile anche l’anno in cui Penn prese le difese di Jude Law dopo una battuta di Chris Rock nel monologo d’apertura. «Vuoi Tom Cruise e tutto quello che riesci ad ottenere è Jude Law? Chi è Jude Law? Perché è in tutti i film che ho visto negli ultimi quattro anni? È in tutto, anche nei film in cui non recita: se guardi i titoli di coda, ha fatto dei cupcake o qualcosa del genere». Penn sul palco replicò così: «È uno dei migliori attori che abbiamo».
© RIPRODUZIONE RISERVATA