Tutti contro Isaac Del Toro. Il 22enne messicano della Uae-Emirates-Xrg è il favorito d’obbligo, oltre a essere il campione uscente, dell’edizione numero 107 della Milano-Torino, la corsa ciclistica più antica del mondo che mercoledì 18 marzo 2026 arriverà, come nella scorsa edizione, sul traguardo posto davanti alla Basilica di Superga. Dodici mesi fa il campioncino centroamericano, che poi avrebbe fatto una grande stagione classificandosi tra l’altro secondo al Giro d’Italia, si era imposto nettamente, staccando tutti gli avversari e in particolare Ben Tulett e Tobias Johannessen che erano stati gli ultimi a resistergli. C’era poi stato anche uno strascico singolare in quanto Del Toro era stato multato e penalizzato (gli avevano tolto i punti assegnati alla sua squadra) dall’Unione Ciclistica Internazionale per essere arrivato ‘troppo nudo’ sotto lo striscione, con la fascia del cardiofrequenzimetro a vista, cosa che secondo i giudici dava “una cattiva immagine dello sport”. In ogni caso, Del Toro ha appena stradominato alla Tirreno-Adriatico vincendo la classifica generale e l’ultima tappa. È in uno stato di forma a dir poco strepitoso e quindi si propone d’ufficio come l’uomo da battere.

Le squadre e i favoriti

Le squadre al via saranno 21, due più dell’anno scorso: Bardiani-Csf7-Saber, Biesse-Carrera-Premac, Caja Rural-Seguros Rga, Cofidis, Ef Education-Easypost (che potrebbe schierare l’irlandese Ben Healy, adatto a questi percorsi), Lidl-Trek (che potrebbe proporre la coppia italiana formata da Giulio Ciccone e Andrea Bagioli), Lotto-Intermarché, Mbh Bak-Csb-Telecom Fort, Movistar, Pinarello-Q36 (con il britannico Tom Pidcock, che potrebbe dire la propria), Red Bull-Bora-Hansgrohe (con la coppia formata dagli italiani Giulio Pellizzari e Lorenzo Finn, senza dimenticare eventualmente lo sloveno Primoz Roglic, già vincitore a Superga), Solution Tech-Nippo-Rali, Jayco-Alula, Polti-Visitmalta, Ukyo, Totalenergies, Tudor (con l’australiano Michael Storer), Uae-Emirates-Xrg (con il favorito Del Toro), Unibet-Rose Rockets, Uno-X Mobility (con il già citato norvegese Johannessen) e Xds-Astana (dove ha già vinto a Superga, anche se ben 13 anni fa, Diego Ulissi).

Sull’arrivo di Superga hanno già vinto ciclisti del calibro di Alberto Contador, il già citato Ulissi, Giampaolo Caruso, Diego Rosa, Miguel Angel Lopez, Rigoberto Uran, Thibaut Pinot, Michael Woods e il già citato Roglic, ma anche Federico Bahamontes in una tappa del Giro d’Italia 1958 e Vincenzo Nibali, che qui si aggiudicò il titolo italiano nel 2015. Senza dimenticare, ovviamente, Del Toro.

Il percorso

Il percorso si articola su 174 chilometri di gara. Si parte da Rho (Milano) e si viaggia verso le province di Novara e Vercelli sempre in pianura. Si entra in provincia di Torino con il muro di Brozolo, unica piccola difficoltà altimetrica prima del gran finale. Si prosegue poi sull’ex statale 590 per Cavagnolo, Monteu da Po, Lauriano, San Sebastiano da Po, Castagneto Po, San Raffaele Cimena, Gassino Torinese, Castiglione Torinese, San Mauro Torinese (dove in frazione Sambuy inizia il circuito finale) fino all’arrivo a Torino con scalata a Superga da Sassi, scollinamento al bivio (altitudine 616 metri) discesa a Rivodora di San Mauro Torinese e di nuovo il circuito con l’arrivo, nella seconda tornata, alla Basilica (altitudine 669 metri). A decidere la corsa sarà la breve (in realtà sono meno di cinque chilometri) ma durissima (pendenza media del 9,1% con un muro al 14% circa a metà) ascesa a Superga, percorsa ogni anno da migliaia di cicloamatori del Torinese, molti dei quali misurano il proprio stato di forma proprio confrontando i tempi di percorrenza. Inutile dire che per vincere bisogna avere uno spunto importante sulle salite di questo tipo. Cosa che hanno appunto Del Toro e pochi altri.

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