Il valore del tempo, la gestione dell’errore e la possibilità di ricostruire un percorso professionale e personale. Sono stati questi i temi al centro del terzo appuntamento di ‘Free for music’, il laboratorio musicale ospitato all’interno del carcere di Monza.
L’iniziativa, promossa da Orangle Records con la supervisione socio-educativa di Paolo Piffer, ha visto la partecipazione dei rapper Jake La Furia ed Emis Killa, insieme alla conduttrice radiofonica Camilla Ghini. L’incontro segue quelli già avvenuti nei mesi scorsi con artisti come Lazza e Fedez.
Il confronto
La giornata si è divisa in due fasi. Nella prima, gli ospiti hanno dialogato con un gruppo di detenuti su concetti quali il giudizio sociale, la responsabilità individuale e il senso della libertà. Nella seconda parte, i partecipanti al laboratorio hanno fatto ascoltare i propri brani originali, ricevendo consigli tecnici e professionali dai tre ospiti.
Tra i temi più discussi è emerso il rapporto tra errori e responsabilità. Durante l’incontro è stato più volte sottolineato come sbagliare faccia parte della vita, ma anche come il reinserimento nella società debba poter diventare un processo effettivo e non solo concettuale. In questo senso, il tempo trascorso in carcere può trasformarsi in uno spazio utile per acquisire e implementare competenze per il futuro.
“Leggete qualsiasi cosa – ha detto Jake La Furia -. Anche libri che all’inizio possono sembravi lontani da voi. La lettura apre la mente e può offrirvi idee e prospettive che non immaginate”. Alla domanda su cosa serva oggi a un artista per fare successo nella musica, il rapper milanese ha aggiunto: “Se fai musica pensando solo al successo hai già perso. La musica deve prima di tutto divertire chi la fa. Quando ti diverti davvero, questa cosa arriva anche a chi ti ascolta. Le persone devono identificarsi in quello che racconti, per questo è fondamentale parlare di quello che conosci, di quello che hai vissuto o che vivi davvero”.
Emis Killa, invece, è al suo terzo incontro con i partecipanti al laboratorio: “Nella vita tutti sbagliano, la differenza sta in cosa fai dopo. Gli errori non spariscono, ma possono diventare il punto da cui ripartire. L’importante è non smettere di lavorare su sé stessi e non convincersi che la propria storia sia già scritta”.
L’album
Il progetto ‘Free for music’ non si esaurisce nell’incontro formativo. Il prossimo 27 marzo 2026 verrà pubblicato ufficialmente l’album che raccoglie i brani scritti e interpretati dai detenuti del Sanquirico. L’obiettivo dell’iniziativa, supportata dalla direzione del carcere, dagli educatori e dalla Polizia Penitenziaria, è fornire ai detenuti competenze concrete per il reinserimento sociale. Il modello, coordinato dalla dottoressa Mariana Saccone e dal team pedagogico, è già oggetto di interesse da parte di altri istituti penitenziari.