Con l’esplosione del conflitto in Iran, il prezzo di benzina e diesel ha subito un’impennata in tutta Europa. In Italia, però, l’aumento resta tra i più contenuti dell’Eurozona: secondo i dati della Commissione Europea aggiornati al 9 marzo e analizzati da Facile.it, rispetto ai valori pre-conflitto del 23 febbraio, la benzina è salita del 5,5% e il diesel del 9,8%.

Nonostante gli aumenti relativamente contenuti rispetto ad altri Paesi, il governo italiano ha lanciato accuse di speculazione nei confronti delle compagnie petrolifere. Gli incrementi, infatti, sono arrivati in maniera rapidissima dai mercati internazionali — con Brent e Wti in forte crescita — fino alla pompa, un fenomeno raramente osservato in passato. Cresce quindi il timore che, al contrario, eventuali ribassi non vengano trasmessi altrettanto velocemente agli automobilisti.

L’attenzione degli esperti resta alta, perché i prezzi del carburante non incidono solo sul portafoglio degli automobilisti, ma hanno effetti indiretti su molti settori dell’economia, dal trasporto merci ai servizi. Un rialzo repentino come quello osservato negli ultimi giorni può generare tensioni immediate sul costo della vita e alimentare il dibattito politico sulle misure di contenimento dei prezzi.

Gasolio ai massimi da 4 anni, self a 2,070 euro al litro. Benzina self a 1,841 euro al litro