di
Luca Bertelli
Pelamatti: «A Sanremo sulla nave era complicato anche usare il wi fi, la Rai è stata brava: nessun playback, cantava dal vivo. Tanti hanno colto il successo della serie, non Max: è la serie che ha colto il suo successo». Poi i racconti del suocero sul figlio e Mauro: «Ricorda che se ne andò senza avvisare, ma anche che la sua sfacciataggine fu d’aiuto a suo figlio. I testi però erano di Max, il motore era lui».
Il rapporto tra Max Pezzali e i suoi fan sembra realmente quello che dà vita a una famiglia allargata. E Debora Pelamatti, bresciana di Niardo, moglie del cantante pavese, ne fa parte: per questo ha rilasciato un’intervista al canale video del fan club del marito. Le domande le sono state poste durante il Festival di Sanremo, che ha visto Pezzali ospite fisso per tutte e cinque le serate dalla Costa Toscana, ma il video è online solo da poche ore.
La bresciana ha raccontato, questa non è una novità, come era nata la relazione con Max: «I fan hanno percepito subito che io lo ami molto e sia protettiva: l’ho conosciuto a 21 anni quando facevo l’università a Pavia, è un’amicizia che poi si è trasformata in amore. Sanno che lo tutelo sempre, in questo ambiente non è facile, lo difendo in ogni situazione: Max è il centro della mia vita insieme a Hilo (il figlio del cantante, avuto da una precedente relazione), i miei genitori e i miei nipoti. Quando scrisse “L’Universo tranne noi” lui si era già esposto con me sui suoi sentimenti, io stavo con una persona e avevo un rapporto complicato: non stavo bene. Lui mi portò a cena, mi diede il testo della canzone scritto a mano, scoppiai in lacrime e la cameriera pensò avessi avuto un lutto. Tante piccole cose ci fecero capire che il nostro era amore e non solo amicizia. Quella canzone, sì, parlava di noi».
Debora ha parlato anche delle sue abitudini: «Non riesco ad addormentarmi se non leggo almeno due capitoli di un libro, mi rilassa molto e mi fa passare le preoccupazioni giornaliere. Amo scrivere, ho fatto il liceo classico e sono laureata in giurisprudenza, ma sui libri ormai c’è troppo affollamento: alcune cose sono scritte senza senso di esistere e con un italiano approssimativo, per questo non me la sento di scriverne uno io in prima persona. A 6 anni la mia maestra delle elementari, Guendalina, ci diede un libro e a Niardo scelsi “Dolce Remy”: lo lessi in un pomeriggio, mi piacque tantissimo. Ho letto 12 libri in quell’estate e non ho mai smesso».
«Quando Max scrive nuove canzoni dorme da solo, l’ìspirazione può arrivare anche alle 4 del mattino»
Pezzali ha una sorta di flusso di coscienza quando scrive nuove canzoni: «Lui ci fa sempre sentire le canzoni prima: dice sempre che le sue canzoni sono figli. Sono periodi difficili quando compone testi nuovi, si chiude nel suo studio, gli lascio persino la cena fuori dalla porta. Ha bisogno di concentrazione, a volte dorme da solo perché trova l’ispirazione alle 4 di notte: per lui è un lavoro molto impegnativo che impatta poi anche sulla nostra quotidianità».
Il rapporto con Repetto: «Serie tv molto romanzata, ma Max riconosce che non sarebbe mai arrivato al successo senza Mauro»
Poi, si arriva a bomba su uno degli argomenti che in questi anni ha tenuto banco, ossia i rapporti con Mauro Repetto e la serie sugli 883 che ha riscosso grandissimo successo (è già pronto il secondo capitolo). «Il ritorno in auge di Repetto? Io Mauro non lo conosco, l’ho visto tre volte nei concerti ai quali si è riunito a Max tra palazzetti e San Siro. Max non ha colto il successo della serie come è successo a molti: è la serie che ha colto il successo di Max. La serie tv, ci tengo a dirlo, è molto romanzata ma c’è una parte vera che mi racconta sempre anche mio suocero. Max è stato il motore del duo, scriveva i testi, ma riconosce che non sarebbe mai arrivato dove è ora senza Mauro. Mio marito è timido, come si vede, introverso, non avrebbe mai bussato alle porte delle case discografiche, è accondiscendente anche verso i suoi manager. Mauro invece era estroverso, allegro, sfacciato in modo positivo: Max ha sempre avuto questa gratitudine, mio suocero ricorda anche sempre che Mauro se ne andò senza avvisare suo figlio e lui si trovò senza questo supporto fondamentale».
La serie parla anche di Claudio Cecchetto, ex manager, con il quale i rapporti sono ora molto tesi. Debora non lo cita espressamente, ma un passaggio dell’intervista appare chiaro: «La rinascita di Max è un riscatto, è stato per anni sottovalutato dalle persone che lavoravano con lui, non avevano capito le sue potenzialità o, se le hanno capite, hanno provato a soffocarle e non so perché. I fan ora vedono come Max sia tornato meglio di prima: i suoi manager attuali sono simili a lui, persone educate e perbene che lo sanno capire, lo ascoltano e non gli impongono nulla come avveniva in passato. Ora ha ricominciato a divertirsi».
Così è stato anche a Sanremo: «Non lo vorrei in gara, anche se ci è stato due volte, perché è ansioso e mai competitivo. Max è un artista classico, non vive bene la gara. Nel 2011 partecipò con Il Mio secondo tempo, era una canzone forte, anticipò quello che è successo dopo, eppure fu eliminato. In quest’edizione l’esibizione nella prima serata ha avuto dei problemi tecnici, sembrava playback e non lo era affatto: la nave era splendida in mezzo al nulla, non funzionava inizialmente il wifi e la Rai è stata brava, spezzo una lancia in suo favore».
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17 marzo 2026 ( modifica il 17 marzo 2026 | 12:57)
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