TREVISO – Il mondo della scuola è sotto choc. Una professoressa 52enne di un liceo della Marca è stata arrestata sabato dal Nucleo investigativo di Roma. L’accusa è di aver fotografato in pose pedopornografiche sua figlia e due suoi nipotini di 5 e 8 anni. Materiale poi scambiato via chat con il suo attuale partner, un giornalista di 48 anni, assieme a immagini e messaggi a sfondo sessuale riguardanti altri minori. Sabato nella stazione Termini di Roma è stato arrestato anche l’uomo, ex vicedirettore di un telegiornale nazionale, con un incarico ai vertici della comunicazione di una società partecipata pubblica.
APPROFONDIMENTI
L’indagine dalla procura capitolina era partita dalla denuncia presentata dall’ex compagno della 52enne. Aveva riferito che la figlia mentre si trovava a Treviso a casa della madre aveva scoperto su un computer di proprietà di quest’ultima una chat tra la donna e il suo attuale partner con immagini sessualmente esplicite di minori, tra i quali lei stessa e i due suoi cuginetti. Nei prossimi giorni la prof e il suo compagno saranno sottoposti agli interrogatori di garanzia davanti al gip di Roma, che ha firmato le ordinanze cautelari. Si contestano i reati di violenza sessuale nei confronti di minori, pornografia minorile, detenzione e accesso a materiale pornografico.
LO SGOMENTO
L’arresto della prof ha scosso le scuole della Marca. «È una notizia scioccante», spiega Barbara Sardella, dirigente dell’ufficio scolastico di Treviso, appena nominata alla guida di quello di Venezia. Per il mondo dell’istruzione del trevigiano si è trattato di un fulmine a ciel sereno. Nessuno immaginava simili accuse. «Siamo rimasti esterrefatti», dicono i presidi. «È incredibile, sconvolgente e spaventevole – aggiungono altri dirigenti – una cosa assurda, senza ritegno». Reazioni indignate che accomunano licei, istituti tecnici e professionali. Va da sé che la prof arrestata oggi non potrà tornare in classe. Da quanto si apprende, però, la scuola potrebbe essere ufficialmente avvisata solo in queste ore. Non sono state attivate procedure d’urgenza: verrà sostituita da un supplente, come previsto dalle normali procedure.
IL SEQUESTRO
Le indiscrezioni dicono che la denuncia avrebbe già trovato dei riscontri nel materiale informatico – tra cellulari, computer e tablet – sequestrato nel corso di perquisizioni eseguite nelle case dei due indagati a Treviso e a Roma. Secondo i carabinieri, è stata trovata «un’elevatissima mole di dati afferenti foto e video dal contenuto sessualmente esplicito». E nelle chat sono stati «rilevati contenuti di natura pedopornografica incentrati su commenti scambiati tra i due, con riferimento alle foto che ritraevano i minori nelle zone intime del corpo». Oltre ad altri commenti «che fanno ipotizzare che i nipoti della donna indagata siano stati costretti a subire attenzioni di natura sessuale dalla zia», come «ripetuti toccamenti nelle zone genitali contemporaneamente videoregistrati e commentati poi con l’indagato». Inoltre nel cellulare del 48enne sono state trovate «numerose immagini a contenuto pedopornografico» di minori di 18 anni «in pose sessualmente esplicite».
In passato due prof erano stati allontanati dalle scuole della Marca e poi definitivamente licenziati perché prima dell’assunzione erano stati condannati per reati legati alla pedopornografia. Ma fino ad oggi non erano mai emerse accuse così dirette a docenti che salgono ogni giorno in cattedra.