La scorsa settimana, l’attore aveva già realizzato un breve video teatrale della durata di poco più di un minuto, in cui simulava una telefonata in cui faticava a farsi comprendere. Nel video, l’unica parola che emerge chiaramente, insieme al numero «22» e al gesto di una croce su un foglio, è il «no», ripetuto più volte. Lo sketch rende omaggio all’estro creativo di Gigi Proietti e richiama lo spot del 1974 diretto da Ettore Scola, in cui Proietti, mentre innaffiava le piante, ripeteva una serie di «no» per suggerire la preferenza sull’abrogazione della legge sul divorzio. In quell’occasione storica, il «no» si impose, confermando la legge sul divorzio.

Questo secondo video rappresenta un altro tassello nell’impegno politico e civile di Elio Germano, coerente con la sua storia di attivismo. L’attore è infatti da sempre iscritto all’Anpi, orgoglioso di questa tessera, e si è dichiarato apertamente di sinistra. Nel corso degli anni ha preso parte a diverse battaglie sociali e culturali.

Già nel 2013, insieme a Neri Marcoré, Claudio Santamaria e Vinicio Marchioni, ha fondato la cooperativa Artisti 7607, con l’obiettivo di tutelare i diritti d’autore e garantire compensi equi agli artisti. La cooperativa ha portato avanti diverse iniziative, tra cui quella del 2024 contro le piattaforme di streaming come Netflix, sempre sul tema dei diritti d’autore.

Celebre anche il suo scontro con il ministro alla cultura Alessandro Giuli durante l’incontro dei candidati ai David di Donatello 2025 alla presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Dopo che il ministro ha parlato di un cinema in salute, Elio Germano ha criticato pubblicamente quelle parole, sottolineando la crisi del settore e invitando il ministro a intervenire.