di
Mattia Aimola
La lettera per incentivare la donazione degli organi realizzata da una ditta in appalto è un disastro. La mamma su Facebook: «Quando si parla ai giovani di responsabilità, cittadinanza e partecipazione la cura delle parole conta»
«C è», senza apostrofo, «societa» senza accento: sono solo alcuni dei clamorosi scivoloni presenti nella lettera inviata dalla Regione Piemonte ai neodiciottenni e firmata in calce dal Presidente Alberto Cirio. «Siamo sicuri che tu senta l emozione di questo passaggio», si legge all’inizio del testo, dove manca l’ennesimo apostrofo. La Regione invita i giovani a donare il sangue, il midollo osseo o a entrare nel mondo del volontariato ma lo fa con un italiano piuttosto stentato. La colpa? Del programma di impaginazione utilizzato dall’azienda esterna che ha avuto in appalto la spedizione delle lettere. La Regione, dopo la bruttissima figura, ha avviato una procedura contro la ditta.
La sequenza di errori
Fin qui la cronaca, che già basterebbe. Ma è quando si entra nel dettaglio che la faccenda prende una piega quasi surreale. Perché il testo, pensato per accompagnare i ragazzi in uno dei passaggi simbolici della vita adulta, finisce per sembrare una specie di caccia al tesoro ortografica. Apostrofi spariti, accenti volatilizzati, frasi costruite con una certa creatività: un piccolo festival dell’imprecisione. Basta scorrere le righe per imbattersi in perle come «E un traguardo davvero importante» oppure «sei finalmente parte attiva della societa». E ancora: «Alla donazione del sangue? E un atto praticamente indolore», fino al «E poi c è la donazione degli organi, un idea che sicuramente adesso ti sembrera molto lontana». Il tutto accompagnato da variazioni sul tema come «ciascuno di noi puo decidere» e «la possibilita di continuare a vivere».
La richiesta di danni
Eppure, al netto delle acrobazie grammaticali, il messaggio resta serio: invitare i giovani a informarsi e, magari, a scegliere di donare. Un obiettivo condivisibile, che però rischia di passare in secondo piano quando la forma fa così tanto rumore. Dalla Regione, intanto, si corre ai ripari. E lo si fa con parole ufficiali, decisamente più sorvegliate di quelle finite nel testo incriminato. «A seguito della segnalazione di alcuni refusi nella lettera sulla donazione degli organi destinata ai neomaggiorenni residenti in Piemonte, la Regione Piemonte ha dato mandato ai suoi uffici di chiedere alla ditta i danni per quanto accaduto, considerando inaccettabile che un’iniziativa meritevole e importantissima come la sensibilizzazione dei giovani sul tema della donazione, rischi di essere offuscata».
95 mila lettere sbagliate
Tradotto: l’idea era buona, l’esecuzione un po’ meno e qualcuno dovrà risponderne. Anche perché i numeri non sono piccoli. «Sono infatti state spedite – precisano da Regione Piemonte – circa 95 mila lettere ai ragazzi nati nel 2005, 2006 e primo semestre 2007, per spiegare l’importanza della donazione in senso ampio, sia essa quella del sangue, degli organi e del midollo osseo, o quella del tempo da dedicare agli altri. È quindi particolarmente significativo che siano già numerosi i ragazzi che in questi giorni hanno contattato i servizi del coordinamento per le donazioni per chiedere informazioni e approfondimenti sul tema della donazione e sull’opportunità di donare per salvare delle vite».
La segnalazione della mamma
Novantacinquemila copie, quindi. Novantacinquemila occasioni per dimenticare almeno un apostrofo. Una produzione quasi industriale di refusi, verrebbe da dire, se non fosse che dietro c’è un tema tutt’altro che leggero. A far emergere il caso, come spesso accade, sono stati i social. In particolare il post di una mamma, che con una certa eleganza ha centrato il punto: «La lettera presenta numerosi refusi: accenti e apostrofi mancanti un po’ ovunque. Un dettaglio, forse. Ma quando si parla ai giovani di responsabilità, cittadinanza e partecipazione, anche la cura delle parole conta».
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17 marzo 2026 ( modifica il 17 marzo 2026 | 19:06)
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