La dipendenza digitale, che atrofizza il cervello

Oggi la felicità è messa alla prova anche dall’abuso di tecnologia. «Stiamo atrofizzando il nostro cervello con un eccesso di digitale», avverte Rolfo. Nelle aziende questo problema è sempre più evidente, tanto che molte organizzazioni partecipano a progetti chiamati palestre della mente, pensati per allenare nuovamente le capacità cognitive. L’uso continuo di strumenti digitali rischia infatti di ridurre alcune funzioni del cervello. «Un esempio classico è il navigatore GPS: utilizzandolo ogni giorno si stimola meno l’ippocampo, l’area legata all’orientamento e alla visione strategica. «Non avere un cervello allenato, anche al di fuori dell’ufficio, non aiuta la felicità, perché diminuisce quella che in psicologia si chiama autoefficacia, cioè la consapevolezza della capacità che noi stessi abbiamo di risolvere un problema quando ci si para davanti».

Il metodo GASP per essere felici

Rolfo riassume la felicità in un metodo semplice, che chiama GASP. Come spiega lui stesso (nell’ultimo libro Le aziende felici lo fanno meglio il Budget, Sperling & Kupfer): «La felicità è semplice, se sai come costruirla». Ecco allora quattro regole semplici, ma fondamentali, per regalarsi ogni giorno il proprio happy moment:

La prima lettera, G, sta per godersela. «Godetevi quello che avete, siate grati, ringraziate per il mondo in cui viviamo», sottolinea. In altre zone e aree geografiche, le persone lottano per i bisogni essenziali, mentre noi viviamo in un contesto fortunato, in cui possiamo mangiare ogni giorno». La gratitudine è quindi il primo passo verso il benessere.

La seconda lettera, A, significa accogliere. «Bisogna imparare ad accogliere anche i bassi della vita e a trasformarli in lezioni», spiega Rolfo. I momenti negativi fanno parte della vita: accettarli e usarli come occasione di crescita permette di costruire, su quelle esperienze, nuovi momenti di soddisfazione.

La terza lettera, S, è sognare. «I sogni sono la chiave per reagire nei momenti down», dice. Quando ci si sente bloccati o senza via d’uscita, i sogni funzionano come punti di appiglio: »Sono i chiodi che pianti nel muro nero per romperlo e far entrare la luce». E la raccomandazione è anche «dream big, sogna in grande: il sogno già ti mette nella direzione giusta per raggiungerlo».

Infine la P, che indica le persone. «Noi siamo le persone che frequentiamo», ricorda Rolfo. Circondarsi di persone positive, che fanno stare bene e danno serenità, è fondamentale. Allo stesso tempo bisogna cercare di essere a propria volta una presenza positiva per chi ci sta accanto. Le relazioni giocano un ruolo decisivo: chi ha rapporti positivi in famiglia, tra amici e colleghi ha fino al 47% di probabilità in più di superare gli 85 anni (come si legge sulla ricerca che l’Università di Harvard rinnova dal 1938 (Harvard Study on Adult Development). Avere relazioni sane e significative è quindi uno dei fattori più importanti per il benessere e la longevità.