Man mano che il MacBook Neo sta arrivando nelle mani degli utenti sono già tanti quelli che hanno iniziato a sperimentare di tutto di più. C’è chi ha scoperto la gestione del colore P3 modificando semplicemente una Preferenze delle Impostazioni di sistema; c’è chi ha provato a fare le prime modifiche hardware sostituendo l’unità SSD di serie e una delle ultime modifiche riguarda il chip A18 Pro.

Non c’è ancora nessuno che ha provato a sostituire l’A18 con l’A19 Pro (dubitiamo possa funzionare) ma dal mondo “hacker” (nel senso più nobile del termine) è possibile aspettarsi di tutto.

Un “hack” non troppo complicato consiste nel provare a migliorare le prestazioni del nuovo computer di Apple “perfezionando” il suo sistema di raffreddamento. Come il MacBook Air, il MacBook Neo è silenziosissimo dal momento che non ha ventole.

Se da una parte questa scelta è un bene (si ottiene un sistema estremamente silenzioso) dall’altra questo impedisce di liberare appieno la potenza del processore nei carichi di lavoro continuo.

Dal punto  di vista tecnico si verifica il thermal throttling (una riduzione delle prestazioni per limitare la temperatura) in modo molto più evidente rispetto a quanto accade, ad esempio, sui MacBook Pro dove sistemi di raffreddamento attivo (ventole) offrono una migliore dissipazione del calore e sono quindi più stabili sotto carico intensivo.

Il chip A18 Pro riesce ad arrivare a 3,3Ghz; tuttavia, non appena il calore sale la frequenza del processore scende saggiamente a 2,3 GHz per evitare il surriscaldamento.

Un utente su Reddit ha trovato il modo per allungare per impedire alla CPU di gettare troppo presto la spugna (dopo solo 60 secondi di thread intensi). Il trucco è banale e consiste nel collocare sulla scheda logica dei pad termici di 1 mm di spessore, da applicare sulla zona dove si trova il SoC.

I piccoli pad si trovano a bassissimo prezzo (8,99 € questo prodotto nel momento in cui scriviamo su Amazon); dopo avere applicato i pad e chiuso la scocca, i pad poggeranno sul guscio in alluminio e avviene la magia: al calore rilasciato dal chip non rimane all’interno, ma passa dai pad per dissiparsi su tutta la superficie metallica inferiore del computer.

In pratica tutto il telaio diventa una sorta di dissipatore passivo di calore e il processore può mantenere le sue frequenze di picco molto più a lungo prima che i sensori lancino il campanello d’allarme

MacBook Neo, un trucchetto da 10€ per liberare la potenza dell’A18 - macitynet.itFoto di iFixit
Nulla di nuovo…

Come è facile immaginare, il sistema di monitoraggio di Apple riduce la velocità di clock e la tensione non appena si arriva ai limiti di sicurezza termica.

Il trucco indicato sopra non è nuovo e qualcuno in passato l’ha già verificato con i MacBook M2.

Se queste modifiche possono sembrare “miracolose” bisogna però tenere conto degli svantaggi: non essendo presenti delle ventole il calore viene trasferimento direttamente sulla scocca con lo svantaggio che questa diventa molto più calda e potremmo avere persino problemi a tenerlo sulle ginocchia seguendo per lungo tempo task intensivi.

Sottolineiamo inoltre che i prodotti elettronici di consumo devono rispettare specifiche normative relative alla temperatura delle superfici esposte per evitare qualsiasi rischio di ustioni. Mantenendo il calore confinato all’interno, Apple si assicura che la sua macchina rimanga “certificata” e confortevole al tatto.

Ovviamente queste modifiche invalidano la garanzia: Apple si riserva il diritto di rifiutare qualsiasi riparazione se determina che un danno è stato causato da una modifica non autorizzata.

Il MacBook Neo è già disponibile anche su Amazon ad un prezzo di partenza di 699 euro con consegna immediata.