Il derby perso dall’OraSì in casa dell’Andrea Costa Imola ha dato segnali preoccupanti, confermando che al momento la squadra non è competitiva a certi livelli. Gli alti e bassi, le rotazioni ridotte, il nervosismo e la mancanza di valide alternative dalla panchina sono state il filo conduttore di una serata pessima, forse la peggiore della stagione, dove la cartina di tornasole è stato Jakstas che invece di essere il leader nei momenti difficili si è innervosito chiudendo di fatto in anticipo la sua partita.

Le assenze di Dron e Naoni pesano terribilmente e la società è encomiabile per quello che sta facendo per provare a trovare un rinforzo in un mercato ‘fermo’ dove molto dei giocatori richiesti hanno declinato la proposta dei giallorossi oppure non sono stati lasciati partire dal loro club per la mancanza di un sostituto: per operare sul mercato c’è tempo fino a martedì 31 marzo e il tempo stringe.

Per fortuna Ravenna riposerà nel week end e ritornerà in campo domenica 29 alle 18 a Quarrata (i toscani per la prima volta non giocheranno a Pistoia ma torneranno nel loro vero campo) e dovrebbe rientrare Dron. Chiaramente il capitano non avrà molti minuti nelle gambe, ma servirà per portare qualche punto e soprattutto leadership e ordine. È invece quasi impossibile rivedere Naoni.

La situazione in classifica è negativa, ma volendo pensare positivo, i quattro punti di vantaggio dell’OraSì sui playout e i tanti scontri diretti a favore, lasciano pensare che difficilmente potrà essere risucchiata dalle inseguitrici.

A preoccupare è anche un calendario difficilissimo con le gare in casa contro Luiss e Virtus Roma e le trasferte a Quarrata, Jesi, Ferrara e Livorno. Intanto in una nota l’OraSì ricorda l’ex patron, Roberto Vianello (foto), a un anno dalla scomparsa: “In questa giornata, tutta la famiglia dell’OraSì Basket Ravenna si stringe attorno ai suoi cari, con affetto e gratitudine, certi che il suo ricordo continuerà a guidarci nel cammino che lui stesso ha contribuito a tracciare e che tutti noi vogliamo seguire”.

Luca Del Favero